Eutanasia

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La denuncia di ripetuti episodi di eutanasia all’ospedale di Careggi a Firenze non è di quelle che lasciano indifferenti. Le associazioni e gli opinionisti pro eutanasia si sono gettati sullo scoop giornalistico per rilanciare le loro tesi e, affermando, in sostanza: «L’eutanasia in Italia c’è. Negli ospedali se ne fa tanta, per cui è meglio legalizzarla».

Un invito a riconoscere “la dimensione sacra del corpo, della persona” e un monito contro “l'ossessiva campagna a favore dell'eutanasia” lanciata proprio da Firenze, con un’intervista anonima a un sedicente caposala di Careggi pubblicata da “Repubblica” nei giorni scorsi. Sono alcuni dei temi che il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ha affrontato ieri durante la Messa nella Giornata diocesana del Malato, nella basilica di San Lorenzo.

«Riumanizzare la medicina significa confrontarsi con il tema del fine vita e della morte e confrontarsi con la spesso inaccettabile sconfitta di una medicina tecnologica che vuole essere onnipotente». Lo afferma Filippo M. Boscia, presidente nazionale dell'Associazione medici cattolici italiani, intervenendo sul caso Careggi.

«A nome di chi parla l'anonimo caposala dell'ospedale Careggi di Firenze, secondo cui nei reparti del nosocomio toscano l'eutanasia sarebbe una prassi praticata diffusamente e silenziosamente? Non certo a nome delle migliaia di medici e infermieri italiani che ogni giorno, questi sì silenziosamente e senza rilasciare interviste anonime, si prodigano affinché i malati, i lungodegenti, i disabili gravissimi, possano essere assistiti e curati secondo i migliori standard sanitari». Così Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale dell'associazione Scienza & Vita, commenta oggi l'intervista pubblicata ieri su un quotidiano nazionale a un caposala dell'ospedale Careggi.

È morta Brittany Maynard, 29 anni, statunitense, malata terminale di tumore al cervello, che ha scelto di ricorrere al ‘suicidio assistito'. Il fatto riporta al centro il dibattito sull'eutanasia e l'accompagnamento alla morte dei malati terminali. Abbiamo chiesto il parere di Salvino Leone, medico ginecologo e bioeticista, docente di Teologia morale presso la Facoltà Teologica di Sicilia e presidente dell'Istituto di Studi bioetici «Salvatore Privitera» di Palermo.

“La vita è sempre più grande di quello che pensiamo. La vita è un dono”. Con queste parole il portavoce dei vescovi francesi, monsignor Bernard Podvin, esprime oggi - e per la prima volta - il pensiero dell’episcopato cattolico sulla vicenda di Vincent Lambert, l’uomo in stato vegetativo per il quale la Corte europea dei diritti dell’uomo ha chiesto ieri di non eseguire la decisione del Consiglio di Stato, di non sospendere cioè l’alimentazione e l’idratazione artificiali.

«Invece di promuovere la soluzione definitoria dell'eutanasia, occorre potenziare la rete delle cure palliative per fornire una risposta concreta alla sofferenza e al dolore, incrementando adeguatamente le risorse per la ricerca scientifica e il sostegno alle famiglie». È quanto propone Scienza & Vita, che in una nota raccoglie «volentieri» l'invito del presidente della Repubblica «a un confronto sereno e non pregiudiziale sul fine vita».

Tristezza e preoccupazione per il futuro sono state espresse dai vescovi belgi subito dopo l'approvazione ieri alla Camera della legge che estende la legalizzazione dell'eutanasia ai minori senza indicare limiti di età. Negli ultimi mesi, i vescovi del Belgio hanno manifestato i loro timori.