Vita

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«Una vita di puro Vangelo: perdere la propria vita per dare vita ad altri, come Gesù». Così, in una dichiarazione riportata da Avvenire, il cardinale Giuseppe Betori commenta la vicenda di Caterina Morelli, la giovane mamma morta di tumore dopo che nel 2012, dopo aver scoperto la malattia mentre era incinta, decise di portare avanti la gravidanza anche a rischio della propria vita.

Nel 2012, in attesa del suo secondo figlio, aveva scoperto di essere affetta da un tumore: Caterina Morelli decise di portare avanti la gravidanza nonostante i rischi per la sua salute. Da allora ha continuato a vivere con passione e intensità, e la sua casa è diventata un luogo di preghiera e di amicizia. Quest’estate aveva detto: «La santità per me è diventato un problema quotidiano, non per essere più pia e perfetta agli occhi del mondo ma per essere felice...». I funerali, alla Santissima Annunziata, sono stati un momento di grande partecipazione.

Un manifesto in nove punti che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. È il manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita presentato e firmato questa mattina a Roma, nel Complesso monumentale del Santo Spirito a Roma, frutto di particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario e volto a creare un percorso che porti ad impegni concreti.

«Dio vuole la fede, loro vogliono i miracoli, i segni; Dio vuole salvare tutti, e loro vogliono un Messia a proprio vantaggio». Così il Papa, durante l'Angelus di ieri, ha spiegato la differenza tra la «logica di Dio» e le aspettative del popolo nei confronti di Gesù.

«È vita, è futuro». Il tema della Giornata per la vita, che si celebra domenica 3 febbraio, ci spinge a rinnovare la fiducia e la speranza, tanto più fortemente quanto più si prendono in considerazione le ragioni per cui è stata istituita 41 anni fa. Fu proposta dalla Commissione famiglia della Cei pochi giorni prima dell’imminente approvazione di quella che La Pira definì «legge integralmente iniqua» riferendosi alla normativa sulla cosiddetta «interruzione volontaria di gravidanza».

«La difesa della vita non si compie in un solo modo o con un unico gesto, ma si realizza in una molteplicità di azioni, attenzioni e iniziative; né riguarda solo alcune persone o certi ambiti professionali, ma coinvolge ogni cittadino e il complesso intreccio delle relazioni sociali». Lo ha detto Papa Francesco stamani nel suo discorso ai membri del Consiglio direttivo del Movimento per la Vita italiano, ricevuti stamani in udienza in Vaticano, in occasione della 41ª Giornata nazionale per la vita, che sarà celebrata in tutte le diocesi domani. 

«È stupefacente che oggi, in Europa, vi sia un generale allarme per il crollo della natalità, quando fino a pochi anni fa la preoccupazione sembrava essere l’aumento della popolazione non sostenibile con le risorse della terra». Lo scrive Marina Casini Bandini, presidente del Movimento per la vita (Mpv), nel numero di febbraio di Vita pastorale, anticipato al Sir. 

«Il dramma dell'aborto, per capirlo bene, bisogna stare in un confessionale». Lo ha detto il Papa, che ha dialogato per cinquanta minuti con i giornalisti, in volo da Panama a Roma, nella prima conferenza stampa guidata dal direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti. Il Papa ha parlato anche della situazione del Venezuela, della lotta agli abusi sui minori, dell'accoglienza dei migranti e del celibato dei preti