Vita

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«La donazione degli organi risponde a una necessità sociale perché, nonostante lo sviluppo di molte cure mediche, il fabbisogno di organi rimane ancora grande». Lo ha detto stamani Papa Francesco ai volontari dell’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (Aido), ricevuti in udienza nel Palazzo apostolico vaticano.

Una coppia di giovani sposi ci scrive dopo la dolorosa esperienza di un aborto spontaneo, sottolineando come non ci siano stati - da parte della comunità parrocchiale - gesti di compassione per quel figlio morto prematuramente. Risponde padre Maurizio Faggioni, docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica dell'Italia centrale.

Nei codici etici di noi giornalisti c’è anche che non si deve scrivere troppo di suicidi. La ratio (limitare i fenomeni imitativi) è logica e comprensibile, però il punto non mi ha mai del tutto convinto. Ma non c’è scritto nulla, in quei codici, sui drammatici casi, di omicidio/suicidio, che talvolta si trovano nelle nostre cronache. Riguardano persone anziane e spesso molto malate. Talvolta molto sole.

Oggi si delinea «un drammatico paradosso: proprio quando l'umanità possiede le capacità scientifiche e tecniche per ottenere un benessere equamente diffuso, secondo la consegna di Dio, osserviamo invece un inasprimento dei conflitti e una crescita delle disuguaglianze». Lo ha detto, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico vaticano, i partecipanti all'Assemblea plenaria della Pontificia Accademia per la vita di cui si celebra quest'anno il 25° anniversario della nascita.

«Una vita di puro Vangelo: perdere la propria vita per dare vita ad altri, come Gesù». Così, in una dichiarazione riportata da Avvenire, il cardinale Giuseppe Betori commenta la vicenda di Caterina Morelli, la giovane mamma morta di tumore dopo che nel 2012, dopo aver scoperto la malattia mentre era incinta, decise di portare avanti la gravidanza anche a rischio della propria vita.

Nel 2012, in attesa del suo secondo figlio, aveva scoperto di essere affetta da un tumore: Caterina Morelli decise di portare avanti la gravidanza nonostante i rischi per la sua salute. Da allora ha continuato a vivere con passione e intensità, e la sua casa è diventata un luogo di preghiera e di amicizia. Quest’estate aveva detto: «La santità per me è diventato un problema quotidiano, non per essere più pia e perfetta agli occhi del mondo ma per essere felice...». I funerali, alla Santissima Annunziata, sono stati un momento di grande partecipazione.

Un manifesto in nove punti che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. È il manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita presentato e firmato questa mattina a Roma, nel Complesso monumentale del Santo Spirito a Roma, frutto di particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario e volto a creare un percorso che porti ad impegni concreti.

«Dio vuole la fede, loro vogliono i miracoli, i segni; Dio vuole salvare tutti, e loro vogliono un Messia a proprio vantaggio». Così il Papa, durante l'Angelus di ieri, ha spiegato la differenza tra la «logica di Dio» e le aspettative del popolo nei confronti di Gesù.

«È vita, è futuro». Il tema della Giornata per la vita, che si celebra domenica 3 febbraio, ci spinge a rinnovare la fiducia e la speranza, tanto più fortemente quanto più si prendono in considerazione le ragioni per cui è stata istituita 41 anni fa. Fu proposta dalla Commissione famiglia della Cei pochi giorni prima dell’imminente approvazione di quella che La Pira definì «legge integralmente iniqua» riferendosi alla normativa sulla cosiddetta «interruzione volontaria di gravidanza».