Vita

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"Carlo Casini ha speso il suo impegno e la sua vita soprattutto per difendere quella dei più fragili, innocenti e indifesi: i nascituri. 'Il bambino non nato - diceva citando Santa Madre Teresa - e' il più povero dei poveri'. Lo scrive il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in un messaggio di cordoglio e di vicinanza ai familiari del fondatore del Movimento per la Vita, scomparso oggi a Roma.

E' morto questa mattina nella sua casa, a Roma, Carlo Casini, 85 anni, fondatore del Movimento per la Vita. Affetto da Sla, da molto tempo era immobilizzato a causa del  progredire della malattia. Accanto a luoi la moglie e i figli, tra i quali anche Marina, bioeticista, che ne ha raccolto il testimone nell’impegno alla guida del Movimento perm la Vita, del quale è presidente nazionale.

Il nuovo progetto di introdurre la legalizzazione completa dell’aborto in Argentina nelle prime 14 settimane di gestazione, annunciato questa settimana dal presidente Alberto Fernández di fronte al Parlamento, sta a significare che “i dibattiti parlamentari sono inutili”. Lo scrive l’arcivescovo di La Plata, mons. Víctor Manuel Fernández, in un intervento pubblicato sui social network e dall’agenzia Aica. Il riferimento è al lungo dibattito tenutosi in Senato la scorsa legislatura, nel 2018.

“La Corte Costituzionale e l’eutanasia: le conseguenze dopo la pronuncia del caso Cappato”, questo il titolo della conferenza organizzata dai Movimenti per la Vita e i Centri di Aiuto alla Vita della Toscana. L’idea nasce dopo le recenti vicende legate a Marco Cappato, imputato per aver aiutato Fabiano Antoniani, detto Dj Fabo, a raggiungere la Svizzera per ottenere il suicidio assistito. La Corte di Assise di Milano aveva infatti sollevato la questione di legittimità costituzionale all’art. 580 c.p. (istigazione o aiuto al suicidio) .

Oggi la vita umana “sempre più spesso viene valutata in ragione della sua efficienza e utilità, al punto da considerare ‘vite scartate’ o ‘vite indegne’ quelle che non rispondono a tale criterio”. A denunciarlo è stato il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della fede ha fatto notare che “in questa situazione di perdita degli autentici valori, vengono meno anche i doveri inderogabili della solidarietà e della fraternità umana e cristiana”. 

“Il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile”. Lo scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale del malato, che ricorre l’11 febbraio, rivolgendosi in particolare agli operatori sanitari.