Vita

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Da 43 anni si celebra, ogni prima domenica di febbraio la Giornata per la Vita voluta dai Vescovi italiani. Perché? Per dire che la Chiesa non si sarebbe mai rassegnata alla legge sull’aborto definita «intrinsecamente e gravemente immorale» e, nello stesso tempo, per tenere sveglie le coscienze rispetto al possibile prevalere dell’assuefazione di fronte a una moltitudine di bambini cui viene impedito di nascere e di donne che restano segnate da una ferita profonda

Il Covid-19 e l’assalto al Congresso americano hanno cambiato i programmi degli organizzatori, ma non lo spirito della 48° marcia per la vita che oggi alle 12, ora locale a Washington, si aprirà online dal Mall che appena una settimana fa aveva visto il presidente Joe Biden e la vicepresidente Kamal Harris rendere omaggio alle vittime della pandemia. La vigilia della manifestazione di quest’anno è segnata dall’amarezza per un memorandum che il presidente Biden, cattolico, ha siglato ripristinando fondi per quelle organizzazioni, operanti all’estero che si occupano della salute delle donne, inclusa quella riproduttiva, un aggettivo che non esclude le pratiche abortive

Biden - Usa - Vita

"La pandemia ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie", ma "la vera questione umana non è la libertà, ma l'uso di essa. Dire “sì” alla vita è il compimento di una libertà che può cambiare la storia". Lo scrivono i vescovi italiani nel messaggio per la prossima Giornata mondiale per la Vita, diffuso oggi. Ecco il testo.

Cei - Vita

“Forse per qualcuno non era scontato, ma la Corte costituzionale con il rigetto di ieri della richiesta di intervento della donna che sosteneva di avere uno specifico interesse a disconoscere legami genitoriali con il bambino e, conseguentemente, l’inesistenza di ogni suo obbligo nei confronti dello stesso, ha sostanzialmente confermato il principio plurimillenario che mater semper certa est, pater numquam”. Lo ha dichiarato il giurista Alberto Gambino, ordinario di diritto civile e presidente di Scienza & Vita.

“Trovo davvero immorale che davanti al dilagare di uno dei reati più aberranti del ventunesimo secolo – e mi riferisco alla surrogazione di maternità, sanzionata penalmente in Italia dalla legge 40 del 2004 – le autorità competenti rimangano colpevolmente inerti”. Lo dichiara in una nota il presidente dell’Accademia italiana del Codice di Internet e dell’associazione Scienza & Vita, Alberto Gambino.

“Di fronte alla sfida della cultura dello scarto vogliamo costruire la civiltà dell’amore”. Lo ha detto questo pomeriggio Marina Casini Bandini, presidente del Movimento per la vita (Mpv), inaugurando il 40° convegno nazionale dei Centri di aiuto alla vita (fino al 14 novembre), che ha per tema “Tu sei per me unico al mondo. Non si vede bene che col cuore” e si svolge online a causa dell’emergenza Covid. Da quest’anno l’appuntamento nazionale dei Cav è intitolato a Carlo Casini, padre di Marina, fondatore del Mpv e instancabile nel suo impegno pro-life.

«L’eutanasia è un crimine contro la vita umana, perché, con tale atto, l’uomo sceglie di causare direttamente la morte di un altro essere umano innocente». A ribadirlo è la lettera «Samaritanus bonus» sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita, elaborata dalla Congregazione per la dottrina della fede e presentata oggi in sala stampa vaticana.