Vita

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“La Corte Costituzionale e l’eutanasia: le conseguenze dopo la pronuncia del caso Cappato”, questo il titolo della conferenza organizzata dai Movimenti per la Vita e i Centri di Aiuto alla Vita della Toscana. L’idea nasce dopo le recenti vicende legate a Marco Cappato, imputato per aver aiutato Fabiano Antoniani, detto Dj Fabo, a raggiungere la Svizzera per ottenere il suicidio assistito. La Corte di Assise di Milano aveva infatti sollevato la questione di legittimità costituzionale all’art. 580 c.p. (istigazione o aiuto al suicidio) .

Oggi la vita umana “sempre più spesso viene valutata in ragione della sua efficienza e utilità, al punto da considerare ‘vite scartate’ o ‘vite indegne’ quelle che non rispondono a tale criterio”. A denunciarlo è stato il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti alla plenaria della Congregazione per la Dottrina della fede ha fatto notare che “in questa situazione di perdita degli autentici valori, vengono meno anche i doveri inderogabili della solidarietà e della fraternità umana e cristiana”. 

“Il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile”. Lo scrive Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale del malato, che ricorre l’11 febbraio, rivolgendosi in particolare agli operatori sanitari.

«Livatino è un esempio non soltanto per i magistrati, ma per tutti coloro che operano nel campo del diritto: per la coerenza tra la sua fede e il suo impegno di lavoro, e per l'attualità delle sue riflessioni». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i membri del Centro Studi «Rosario Livatino», in occasione del Convegno nazionale sul tema «Magistratura in crisi. Percorsi per ritrovare la giustizia».

È stata trovata morta, con ancora il cordone ombelicale attaccato, abbandonata dentro una borsa accanto ad un cassonetto per i medicinali scaduti, stamani a Campi Bisenzio. Il dolore del card. Giuseppe Betori. L'assessore Saccardi: in Toscana è possibile partorire in sicurezza senza dover riconoscere il neonato, evidentemente manca ancora informazione.