Carceri

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«Sono venuto come pastore ma soprattutto come fratello a condividere la vostra situazione e a farla anche mia; sono venuto perché possiamo pregare insieme e presentare al nostro Dio quello che ci fa male e anche quello che ci incoraggia, e ricevere da Lui la forza della Risurrezione». Ha esordito così Papa Francesco, nel suo discorso (testo integrale) ai  detenuti incontrati il 27 settembre nell’Istituto di correzione Curran-Fromhold, il maggior carcere di Philadelphia.

Il Papa della vicinanza e della misericordia - al suo ultimo giorno in Bolivia - è voluto andare nella periferie dell'esistenza, visitando il centro di rieducazione di Santa Cruz-Palmasola. Tra i viali di terra e fango e le baracche in mattoni, il Pontefice si è chinato lungamente sui tanti fallimenti, sulle delusioni dei detenuti, ricordando, tuttavia, che il "dolore non è in grado di spegnere la speranza nel profondo del cuore, e che la vita continua a germogliare con forza in circostanze avverse". Il Pontefice - riconoscendo per primo di dover fare penitenza per i suoi errori - ha chiesto di pregare per trovare la consolazione dell'amore di Dio, un amore che guarisce e restituisce dignità.

Prosegue anche per il 2015 e 2016 il sostegno della Regione per l'assistenza psicologica in carcere. Nella sua ultima seduta la giunta regionale ha deliberato, per il biennio 2015-2016, un finanziamento di 300.000 euro, che verranno distribuiti tra tutte le aziende sanitarie toscane in cui sono presenti istituti di detenzione (tutte le Asl, tranne la 12 di Viareggio): in Toscana ci sono 18 istituti per adulti e 2 per minori.

Il progetto è durato un intero anno scolastico con laboratori di cucina a scuola e in carcere. Domenica 31 maggio a San Gimignano il pranzo con tutta la cittadinanza. Nell’occasione anche la presentazione del ricettario realizzato da detenuti e studenti. L’assessore Garosi: «Così si contribuisce alla realizzazione di un ponte tra il dentro e il fuori»