Carceri

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Il Signore ci perdona, ci prende per mano e ci aiuta ad andare avanti. Un incontro commuovente quello tra Papa Francesco e i carcerati della Casa Circondariale di Isernia. Il Pontefice, alla terza tappa della sua intensa visita pastorale in Molise, ha ricordato che nonostante gli errori e le cadute, nonostante il dolore per le conseguenze di scelte sbagliate, l'importante nella vita è andare avanti, procedere lungo il cammino con speranza. "Non stare fermi -- ha insistito -- ma camminare", ogni giorno. "Dio è Padre, è misericordia, ci ama sempre. Se noi Lo cerchiamo, ci fa rialzare e ci restituisce pienamente la nostra dignità. Dio non si dimentica di noi".

(dall’inviata Sir a Isernia) - Il Papa è arrivato alle 16.30, puntuale sulla tabella di marcia, ad Isernia, terza e ultima tappa del suo viaggio in Molise. Partito alle 16 in auto dal Santuario di Castelpetroso, è arrivato alla casa circondariale di Isernia ed è stato accolto dal vescovo di Isernia-Venafro, monsignor Camillo Cibotti, e dall’arcivescovo di Capua, monsignor Salvatore Visto.

Nella prima tappa della sua visita in Calabria, Papa Francesco ha incontrato i 180 detenuti, uomini e donne, e gli agenti di custodia del carcere di Castrovillari, dove è atterrato con l'elicottero partito dal Vaticano. Nel cortile, dopo il saluto del direttore e di un detenuto, il Papa ha spiegato che "Il Signore è maestro di reinserimento: ci prende per mano e ci riporta nella comunità sociale", perché sempre perdona, sempre accompagna, sempre comprende. Spetta a noi lasciarci perdonare.

«Rugby in carcere: la meta è oltre», questo il nome del progetto creato dal CSI, Centro Sportivo Italiano e dall'Opera Madonnina del Grappa con la collaborazione della Società Firenze Rugby 1931 e la FIR, Federazione Italiana Rugby, per avviare i detenuti del carcere di Sollicciano di Firenze alla pratica del rugby. Al progetto hanno dato il proprio patrocinio sia la Regione che il Comune di Firenze.

Incontro fuori programma stamani per Papa Francesco che attorno alle 9, prima di iniziare l'udienza generale in piazza San Pietro, ha saputo che un gruppo di 19 detenuti provenienti dai carceri toscani di Pisa e Pianosa erano lì presenti per partecipare all'udienza, all'interno di un percorso spirituale che stanno portando avanti in carcere.