Carceri

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Attenzione verso i detenuti. A chiederla era stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell'omelia della messa per i senatori e i deputati della Repubblica italiana, presieduta in preparazione al Natale nella chiesa di S. Maria sopra Minerva, lo scorso 19 dicembre.

Secondo il garante regionale dei detenuti è possibile chiudere subito l’Opg di Montelupo, avviare progetti per l’uscita dei tossicodipendenti, presentare proposte di legge al Parlamento. I dati forniti dall’assessore al Diritto alla salute Luigi Marroni: in Toscana i detenuti sono attualmente 4060, il 24% in più rispetto alla capienza regolamentare

In Italia, oggi i detenuti in carcere sono 63.657 e il tasso di sovraffollamento resta sopra il 140% il più alto dell'Ue. Con l'approvazione del decreto legge sulle carceri, che intende alleggerire e migliorare tale situazione, si prevede che nei prossimi mesi usciranno 1700 detenuti. La Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict) valuta «positivamente il decreto varato ieri che permette ai piccoli spacciatori e tossicodipendenti una maggiore possibilità di accedere alle comunità di recupero come pena alternativa».

Recuperare e reinserire nella società 300 detenuti tossicodipendenti. E' uno degli obiettivi di un protocollo di intesa per il miglioramento delle condizioni dei detenuti firmato oggi a Firenze dal ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri e dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Con l'intesa, tra l'altro, la Regione si impegna a individuare strutture idonee a ospitare case di semilibertà. Previste anche misure per estendere la possibilità di lavoro esterno dei detenuti. 

Come aveva già fatto nel 2010, la Regione Toscana finanzia di nuovo l'acquisto di materassi, cuscini e kit per l'igiene personale e orale dei detenuti degli istituti penitenziari toscani, a completamento delle dotazioni fornite dall'Amministrazione penitenziaria. Lo ha deliberato stamani la giunta, con uno stanziamento di 400.000 euro: 200.000 per il 2014 e altrettanti per il 2015.

Attenti a parlare d’indulto, attenti a parlare di amnistia: ci sono mani serrate su sbarre di ferro, orecchie tese, sguardi trepidanti, nervi allo spasimo. Non si scherza con la speranza. E smettiamo, una volta, di far dell’argomento un’occasione di accademia, teorizzando in astratto sul senso e il non senso e (storico, giuridico, sociale) e le utilità e le sconvenienze e i pro e i contro che si leggono sui manuali.