Carceri

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Secondo il dossier di «Ristretti Orizzonti» fino al 21 giugno 2017 si sono ammazzati 23 detenuti; nel 2016 sono stati 45. Per l'ispettore generale, tra i fattori scatenanti non solo la fragilità individuale, ma anche le condizioni di vita di alcuni penitenziari. Pure i media hanno le loro responsabilità, quando si accaniscono su certi delitti.

«Invitiamo le autorità israeliane a sentire il grido dei prigionieri, a rispettare la loro dignità umana e ad aprire una nuova porta verso la costruzione della pace». È l’appello che la Commissione «Giustizia e pace», che opera in seno all’Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa ha lanciato nei giorni scorsi, in merito allo sciopero della fame intrapreso, dal 17 aprile scorso, da oltre 1.500 detenuti politici palestinesi e denominato «Libertà e dignità».

«Ma è troppo chiedere a questa società un soprassalto di umanità e considerare la vita un bene, senza stabilire una scala di accettabilità?». Se lo è chiesto l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, nella sua omelia di Pasqua, nella quale ha toccato con forza molti temi «caldi», dai minacciosi venti di guerra all’enfasi dei media sui suicidi assistiti, da chi specula sui migranti alla situazione dei carcerati.

Il sorriso di un padre che abbraccia figli in difficoltà. E’ la carezza che Papa Francesco ha riservato ai detenuti della Casa di Reclusione di Paliano, in provincia di Frosinone, nel Giovedì Santo. Qui ha celebrato la Messa in Coena Domini, inizio del Triduo Pasquale, e nell’omelia ha ricordato che Gesù anche nel momento del tradimento ha amato, dando la sua vita per noi, nonostante i limiti, i difetti ed i peccati. “Tutti sappiamo amare – ha aggiunto il Papa - ma non siamo come Dio che ama senza guardare le conseguenze, fino alla fine”. Lui che era il capo si è messo a lavare i piedi, a servire, “per farsi schiavo per noi, per amare sino alla fine”. 

«Dio ama così! Fino alla fine. E dà la vita e per ognuno di noi, e si vanta di questo, e vuole questo perché lui ha amore». Lo ha detto il Papa, nell’omelia pronunciata questo pomeriggio interamente a braccio – e trasmessa in differita da Radio Vaticana – intorno alle 17, nel carcere di Paliano, dove ha celebrato la Messa in Coena Domini e lavato i piedi a 12 detenuti. 

«È importante che un vescovo nel momento più alto della vita della Chiesa che è la Pasqua parta proprio dalle situazioni più periferiche dove c’è più bisogno di un messaggio di sostegno, di luce e di incoraggiamento». Così l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, in una dichiarazione diffusa dall’Ufficio stampa della diocesi.