Carceri

Ultimi contenuti per il percorso 'Carceri'

Tre ore su dieci, lontano dalle telecamere. La tappa al cercare di San Vittore è il “cuore” della visita pastorale del Papa alla diocesi ambrosiana. Francesco, dopo la prima sosta alle Case Bianche, l’incontro con il clero all’interno del Duomo e la recita dell’Angelus sul sagrato esterno, è in visita alla Casa Circondariale di San Vittore.

Servono «sentieri di umanità» che possano attraversare «le porte blindate» e affinché i cuori non siano mai «blindati alla speranza di un avvenire migliore per ciascuno». Lo scrive Papa Francesco in una lettera ai detenuti della Casa di reclusione Due Palazzi di Padova, in occasione del convegno sull’ergastolo organizzato nei giorni scorsi da «Ristretti orizzonti», il giornale realizzato dai reclusi del carcere.

Al termine dell'udienza generale di oggi il Papa ha lanciato un appello sulla condizione delle carceri: «Ieri sono giunte dal Brasile le notizie drammatiche del massacro avvenuto nel carcere di Manaus, dove un violentissimo scontro tra bande rivali ha causato decine di morti. Esprimo dolore e preoccupazione per quanto accaduto. Invito a pregare per i defunti, per i loro familiari, per tutti i detenuti di quel carcere e per quanti vi lavorano. E rinnovo l’appello perché gli istituti penitenziari siano luoghi di rieducazione e di reinserimento sociale, e le condizioni di vita dei detenuti siano degne di persone umane».

Credere alla resurrezione e alla vita eterna è essenziale per un cristiano. Lo ha ribadito ieri il Papa all'Angelus, al termine del quale ha lanciato un appello per il miglioramento delle condizioni dei carcerati in tutto il mondo e ha definito «un importante passo in avanti» il recente accordo di Parigi sul clima, anche in vista della conferenza di Marrakech.

«Tutti abbiamo la possibilità di sbagliare: tutti. In una maniera o nell’altra abbiamo sbagliato. E l’ipocrisia fa sì che non si pensi alla possibilità di cambiare vita: c’è poca fiducia nella riabilitazione, nel reinserimento nella società. Ma in questo modo si dimentica che tutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto». Sono le parole pronunciate dal Papa nell’omelia della Messa celebrata ieri nella basilica di S. Pietro per il Giubileo dei carcerati.

“Quando si rimane chiusi nei propri pregiudizi, o si è schiavi degli idoli di un falso benessere, quando ci si muove dentro schemi ideologici o si assolutizzano leggi di mercato che schiacciano le persone, in realtà non si fa altro che stare tra le strette pareti della cella dell’individualismo e dell’autosufficienza, privati della verità che genera la libertà. E puntare il dito contro qualcuno che ha sbagliato non può diventare un alibi per nascondere le proprie contraddizioni”.

Ammonendo certe forme di ipocrisia, che vedono nella sbarre l’unica soluzione agli errori commessi, Papa Francesco ha voluto, invece, rivolgere parole piene di speranza ai mille detenuti che hanno preso parte alla messa per il Giubileo dei carcerati.