Carceri

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Dopo aver benedetto i giovani della Via Crucis della Gmg di Cracovia, nella spianata di Blonie, Papa Francesco è tornato alla sua residenza in arcivescovado, e poco dopo si è affacciato ancora una volta dalla finestra che da su via Franziskanska. Ai tanti giovani presenti, molti anche i malati, senza tetto e disabili, ha raccontato il suo venerdì nel dolore, dai bambini dell’ospedale pediatrico ad Auschwitz, e si è chiesto, riferendosi al campo di sterminio, come noi uomini, creati a somiglianza di Dio, siamo capaci di fare queste cose. Un crudeltà, ha aggiunto il Pontefice, che non è finita. 

Presentato oggi a Roma il XXV Rapporto immigrazione curato da Caritas italiana e Fondazione Migrantes. Sono 5 milioni gli stranieri residenti in Italia di 198 nazionalità, ma soprattutto romeni, albanesi e marocchini. La loro retribuzione media è inferiore a quella degli italiani. Nelle nostre scuole oltre 800 mila stranieri di cui la metà nati in Italia.

«Non lasciatevi rinchiudere nel passato, anzi trasformatelo in cammino di crescita, di fede e di carità. Date a Dio la possibilità di farvi ‘brillare’ attraverso anche questa esperienza». È quanto ha scritto Papa Francesco in una lettera ai detenuti della casa circondariale di Velletri, che avevano gli avevano inviato un messaggio tramite il vescovo di Abano, monsignor Marcello Semeraro, durante la visita in carcere nella quale, lo scorso 5 marzo, aveva celebrato una Messa.

Un protocollo d’intesa finalizzato alla «tutela dei diritti dei detenuti» e al «miglioramento della qualità di vita e al rispetto della legalità negli istituti penitenziari toscani», in «sintonia con l’obiettivo del reinserimento sociale», è stato firmato dai garanti comunali dei detenuti e dal provveditorato dell’amministrazione regionale penitenziaria.

«Sto concludendo la mia visita in Messico e non potevo partire senza venire a salutarvi, senza celebrare il Giubileo della Misericordia con voi». Sono le prime parole rivolte dal Papa ai carcerati del Centro di riabilitazione numero tre di Ciudad Juárez, con cui si è aperta l’ultima giornata del viaggio in Messico (discorso integrale).