Carceri

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Il sorriso di un padre che abbraccia figli in difficoltà. E’ la carezza che Papa Francesco ha riservato ai detenuti della Casa di Reclusione di Paliano, in provincia di Frosinone, nel Giovedì Santo. Qui ha celebrato la Messa in Coena Domini, inizio del Triduo Pasquale, e nell’omelia ha ricordato che Gesù anche nel momento del tradimento ha amato, dando la sua vita per noi, nonostante i limiti, i difetti ed i peccati. “Tutti sappiamo amare – ha aggiunto il Papa - ma non siamo come Dio che ama senza guardare le conseguenze, fino alla fine”. Lui che era il capo si è messo a lavare i piedi, a servire, “per farsi schiavo per noi, per amare sino alla fine”. 

«Dio ama così! Fino alla fine. E dà la vita e per ognuno di noi, e si vanta di questo, e vuole questo perché lui ha amore». Lo ha detto il Papa, nell’omelia pronunciata questo pomeriggio interamente a braccio – e trasmessa in differita da Radio Vaticana – intorno alle 17, nel carcere di Paliano, dove ha celebrato la Messa in Coena Domini e lavato i piedi a 12 detenuti. 

«È importante che un vescovo nel momento più alto della vita della Chiesa che è la Pasqua parta proprio dalle situazioni più periferiche dove c’è più bisogno di un messaggio di sostegno, di luce e di incoraggiamento». Così l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, in una dichiarazione diffusa dall’Ufficio stampa della diocesi.

Tre ore su dieci, lontano dalle telecamere. La tappa al cercare di San Vittore è il “cuore” della visita pastorale del Papa alla diocesi ambrosiana. Francesco, dopo la prima sosta alle Case Bianche, l’incontro con il clero all’interno del Duomo e la recita dell’Angelus sul sagrato esterno, è in visita alla Casa Circondariale di San Vittore.

Servono «sentieri di umanità» che possano attraversare «le porte blindate» e affinché i cuori non siano mai «blindati alla speranza di un avvenire migliore per ciascuno». Lo scrive Papa Francesco in una lettera ai detenuti della Casa di reclusione Due Palazzi di Padova, in occasione del convegno sull’ergastolo organizzato nei giorni scorsi da «Ristretti orizzonti», il giornale realizzato dai reclusi del carcere.

Al termine dell'udienza generale di oggi il Papa ha lanciato un appello sulla condizione delle carceri: «Ieri sono giunte dal Brasile le notizie drammatiche del massacro avvenuto nel carcere di Manaus, dove un violentissimo scontro tra bande rivali ha causato decine di morti. Esprimo dolore e preoccupazione per quanto accaduto. Invito a pregare per i defunti, per i loro familiari, per tutti i detenuti di quel carcere e per quanti vi lavorano. E rinnovo l’appello perché gli istituti penitenziari siano luoghi di rieducazione e di reinserimento sociale, e le condizioni di vita dei detenuti siano degne di persone umane».