Cooperazione

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«Anche oggi la Chiesa non ha solo bisogno di dire ad alta voce la Verità; ha sempre necessità di uomini e donne che trasformino in beni concreti ciò che i pastori predicano e i teologi insegnano». Lo ha detto Papa Francesco nel suo discorso rivolto ai membri della Confederazione delle Cooperative italiane, ricevuti oggi in udienza nell’Aula Paolo VI, in occasione del 100° anniversario di fondazione.

«Oltre 500.000 morti, 83% della popolazione in condizione di povertà, quasi 6 milioni di rifugiati e più di 6 milioni di sfollati interni. 11.700.000 di persone in bisogno di assistenza umanitaria, di cui 5 milioni di bambini, 13.200.000 quelle bisognose di assistenza medica, circa 9 milioni di persone non hanno cibo a sufficienza per vivere»: sono alcuni dei numeri che emergono dal Dossier che Caritas Italiana dedica alla Siria e diffuso oggi, 15 marzo, a otto anni dall'inizio del conflitto. 

Nessun superstite, 157 morti tra cui otto italiani, impegnati nel mondo della cooperazione: è il terribile bilancio del tragico incidente aereo avvenuto in Etiopia. Tra i morti italiani anche una coppia originaria di Sansepolcro: Carlo Spini, 75 anni e la moglie Gabriella Vigiani. Il cordoglio del Papa.

«In Italia siamo lontani dagli obiettivi. È mancata una visione integrata, negli anni, delle politiche per lo sviluppo sostenibile. Una vera e propria regia per un'Italia equa e sostenibile che coinvolga i piani energetici e climatici, una riforma del sistema fiscale volta a favorire la transizione ecologica, maggiori e migliori investimenti in sanità e istruzione». Lo ha affermato questa mattina il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, intervenendo alla Camera dei deputati all'incontro «La politica italiana e l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Una delegazione dell’Ospedale pediatrico di Firenze e delle Fondazioni «Il Cuore si scioglie» e «Giovanni Paolo II» ha visitato il Paese che sta cercando di rialzarsi dopo la lunga guerra civile. Un grande progetto sanitario, sia per coloro che soffrono nella carne, sia per coloro che sono stati feriti nella mente e che hanno trascorso i sei anni di guerra nascosti sotto il letto, senza poter uscire di casa, giocare, andare a scuola, frequentare compagni e amici.

Prosegue l'impegno di Caritas italiana in progetti di servizio civile. «Dal 1977, con i primi due obiettori di coscienza in seguito alla convenzione con il Ministero della Difesa, sono stati quasi 100.000 i giovani obiettori in servizio civile nelle Caritas diocesane, cui si aggiungono dal 2001 oltre 10.000 ragazzi e ragazze del nuovo servizio civile nazionale - ricorda una nota -. In questo solco si inseriscono i nuovi 1.194 volontari, di cui 748 donne (quasi il 63%) e 446 uomini, che da oggi sono coinvolti per 12 mesi in 195 progetti presso 588 sedi».