Diocesi di Pisa

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Stamani l’incontro dell’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto con il responsabile della Direzione tirrenica di Banco Bpm Adelmo Lelli. I fondi saranno utilizzati per l’acquisto di gift card per il sostegno alimentare, materiale scolastico, tablet e per sostenere i quattro doposcuola educativi promossi dalle parrocchie pisane

“I Cristiani e la guerra. Ascoltiamo il grido della Pace” è l’incontro in programma domenica 12 giugno alle ore 16 nei locali del Seminario Arcivescovile di Pisa (via San Zeno, 8) organizzato dall’Azione Cattolica Diocesana di Pisa. A portare la propria riflessione sul tema sarà don Severino Dianich, Vicario Episcopale per la Pastorale della Cultura e dell’Università nella Diocesi e nell’Università di Pisa, e direttore Spirituale nel Seminario Arcivescovile di Pisa.

Sarà monsignor Giovanni Santucci, vescovo emerito di Massa Carrara-Pontremoli, a presiedere venerdì 17 giugno alle ore 11 la solenne concelebrazione eucaristica in pontificale nella solennità di san Ranieri, patrono principale della città e della diocesi di Pisa. Con lui concelebreranno l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto e i sacerdoti che quest’anno ricordano un particolare anniversario dalla loro ordinazione presbiterale.

Libro e gioco sospeso una sorpresa inattesa per 795 bambini delle famiglie seguite da Caritas e parrocchie. Hanno aderito 15 librerie fra Pisa, Litorale, Pontedera e Cascina e cinque storici negozi per bambini del centro storico del capoluogo. Nella distribuzione dei doni coinvolti circa 60 volontari

Per caso, mi è capitato di vedere uno spezzone di una trasmissione televisiva dedicata alle «parole», in cui venne proposto il termine «metànoia»: una parola greca, tipica del linguaggio cristiano perché mutuata direttamente dalle prime parole che l’evangelista Marco mette in bocca a Gesù all’inizio della sua predicazione: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo» (Mc 1,15).

La Pastorale della salute oggi più che mai è il campo del servizio alla persona più delicato e più importante. Gli operatori si trovano ad accompagnare nel viale della sofferenza, anche le persone colpite da Covid, che affrontano la solitudine delle relazioni e che vivono molte volte un percorso di indicibile dolore lontano dagli affetti e dalle consolazioni familiari. Questa solitudine è condivisa da tutti gli altri ricoverati.