Diocesi di Siena

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Monsignor Augusto Paolo Lojudice, già vescovo ausiliare a Roma, è stato nominato il 6 maggio arcivescovo metropolita di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino.

Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi metropolitana di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino, presentata da mons. Antonio Buoncristiani, e ha nominato arcivescovo metropolita della stessa arcidiocesi mons. Augusto Paolo Lojudice, finora vescovo titolare di Alba Marittima e ausiliare di Roma.

Inaugurato questa mattina il nuovo centro Caritas della diocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino. Sorto anche grazie anche al contributo dell’8xmille, fermamente voluto dall’arcivescovo Antonio Buoncristiani, il Centro diocesano per la carità – centro di ascolto, magazzini di stoccaggio beni alimentari, vestiario, mobilio, e 4 appartamenti da adibire ad alloggio provvisorio per persone in difficoltà – aprirà in località Arbia (Asciano).

«Tenendo conto delle secolari radici religiose delle nostre feste, è mio compito – come pastore di questa Chiesa – richiamare con insistenza all’osservanza delle sue tradizioni religiose». È un passaggio della nota diffusa oggi dall’arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino, Antonio Buoncristiani, relativa alle polemiche scaturite in seguito alla mancata benedizione del drappellone realizzato per il Palio del 16 agosto scorso.

Questa domenica l’appuntamento indetto come segno del Giubileo. Anche le diocesi toscane si mobilitano: a Grosseto un incontro sulla povertà al polo universitario, a Prato  un pranzo a casa del vescovo. A Firenze visite guidate alla Badia Fiorentina. La riflessione di mons. Roberto Filippini

Il Natale è «la festa della vita e dell’amore, e quindi della famiglia e dei bambini». Una festa, però, scrive l'arcivescovo di Siena-Colle Val d'Elsa-Montalcino, mons. Antonio Buoncristiani, nel suo messaggio di auguri natalizio, «che ha continuato a perdere per molti il suo significato più profondo, a causa dell’attenuarsi del sentimento di fede, soffocato dal consumismo che l’ha trasformata progressivamente in una celebrazione dell’“avere” più che dell’“essere”». Da qui l'invito a riscoprire questa «festa per eccellenza dell’“essere”», il più «grande dono fatto all'umanità» che chiede a ciascuno di noi «una risposta d'amore».