Banche

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Sul rispetto delle parole d'ordine elettorali Carige è diventato un caso politico. Ora bisogna salvare la banca perché non si può fare diversamente, occorre dare garanzie di Stato alle obbligazioni (altrimenti non le comprerebbe nessuno), sperare in acquirente privato che compri ma vorrà sborsare zero perché dovrà accollarsi i costi di una banca in affanno da anni. C'è l'ipotesi di una nazionalizzazione, magari temporanea, ma anche quella si presterebbe a una lettura di «regalo alle amiche banche». Carige, come la Tav e le trivellazioni nello Jonio, come l'Ilva o Alitalia, è un banco di prova di realismo per chi ora è chiamato a governare

Il nuovo consiglio di Federcasse ha provveduto oggi alla conferma alla presidenza di Augusto dell’Erba. I due vicepresidenti sono Luca Occhialini (vicario), presidente della Federazione Friuli Venezia Giulia delle Bcc e di BancaTer, e Matteo Spanò, presidente della Federazione Toscana delle Bcc, della Bcc di Pontassieve e del Fondo di garanzia istituzionale.

Sì ad eventuali correttivi, ma senza snaturare la riforma. Questa è la posizione di Federcasse e Confcooperative in merito alla riforma del credito cooperativo, ricordando che - sin dalla prima stesura della Legge 49/2016 di concerto con le Autorità e sulla base di un approfondito confronto parlamentare - questa è stata definita per rispondere alle nuove esigenze di mercato ed alle nuove regole dell'Unione Bancaria.

«Direttamente o indirettamente il rischio sovrano ricade sulle famiglie italiane. Non solo esse detengono titoli pubblici per un valore nominale di quasi 100 miliardi, ma all'attivo degli intermediari a cui esse affidano i loro risparmi - nella forma di depositi bancari, di polizze assicurative, di quote di fondi pensione, di risparmio gestito - vi sono titoli pubblici per circa 850 miliardi». Lo ha dichiarato il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervenendo oggi alla 94ma Giornata mondiale del risparmio, a Roma.

In questi giorni in cui il Governo Conte si appresta a varare l'aggiornamento al Def è tornato di grande attualità un neologismo: «spread». Ecco cosa significa e perché è importante per la vita di tutti noi.Nnon è una manovra oscura di soggetti stranieri, da solo non fa cadere i governi: è uno dei tanti segnali di forza o debolezza economico-finanziaria di un Paese.

(Bruxelles) «La posta in gioco è alta. E il tempo breve». Lo scrive in un passaggio della sua lunga lettera odierna ai 28 capi di Stato e di governo dei Paesi Ue il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. La missiva invita i leader al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno elencando i temi all'ordine del giorno e riepiloga alcuni punti sui quali, secondo Tusk, occorrerà convergere.