Banche

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La situazione del settore creditizio in Toscana è particolarmente difficile non solo a causa della crisi generale ma anche per una gestione delle aziende che da tempo contraddistingue le scelte del management, tutta volta ad un modello di banca basato sulla finanza e non sulla gestione caratteristica: il buon credito. La situazione del settore rischia di compromettere non solo l’aggancio ad una possibile futura ripresa ma anche a trasferire la direzione strategica del volano creditizio tutta fuori dal territorio, contribuendo ad aumentare il disagio sociale già evidente per cittadini e imprese (il fenomeno dell’usura è purtroppo stimato in forte aumento).

«Un cittadino che entra oggi in una banca non è sicuro che quella sia davvero una banca o una casa da gioco». E' duro il giudizio di Stefano Biondi, segretario regionale dei bancari della Cisl. Biondi nell'intervista rincara la dose: «Noi siamo bancari, non croupier. E vorremmo avere diritto all’obiezione di coscienza su certi prodotti che talvolta veniamo spinti a vendere senza sapere davvero, neppure noi, che cosa stiamo vendendo, tanto sono complessi». GUARDA L'INTERVISTA

«Nella vicenda del Monte dei Pegni, chiuso a Pistoia e trasferito a Firenze, colpisce la dose di insensibilità dimostrata verso i più piccoli». Così il vescovo di Pistoia, Mansueto Bianchi, sulla decisione presa dal gruppo bancario di cui fa parte la Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia in base alla quale il servizio prestato a Pistoia dal Monte viene chiuso e trasferito a Firenze.