Banche

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Dopo l’Unità, lo Stato liberale si disinteressa delle banche. Trattano merce come le altre, il denaro. Col finire del secolo le cose cambiano. Le banche non son più aziende qualsiasi, meritano la sorveglianza dello Stato, talvolta la sua ingerenza. Chi volesse narrare la storia del rapporto fra banca istituzionale laica e banca cattolica, dovrebbe usare una categoria concettuale prendendola a prestito dagli psicologi: l’antipatia.

Questo sabato saranno premiati gli studenti che hanno ottenuto il massimo dei voti nelle scuole medie, quelli che hanno raggiunto i 100/100 negli esami di maturità ed i Soci o figli dei Soci della Banca che hanno conseguito il diploma di laurea con 110/110 o 110/110 e lode. Interviene il sottosegretario del Ministero Gabriele Toccafondi

In un suo articolo di qualche tempo fa l’economista Giacomo Vaciago ebbe a ricordarci che era giunta l’ora di pensare alle buone ragioni della Cancelliera Merkel. Era il tempo del governo Monti, quando infuriava nel nostro paese il neo-germanesimo bocconiano. Venne poi il governo Letta e, dopo, il governo Renzi: il neo-germanesimo è stato messo in discussione per far posto a un atteggiamento di politica economica orientato verso la crescita.

«La democrazia in una società complessa come quella moderna si può colpire anche con provvedimenti legislativi che riguardano il sistema del credito». Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), commenta così «l'intenzione del governo Renzi che, con il decreto legge parte dell'‘investment compact,' - sostiene - colpisce il sistema delle banche popolari, modificando la governance del sistema cooperativo, con il pretesto, palesemente infondato, di poter meglio attrarre gli investimenti».

Banca popolare etica ha chiuso il 2014 con dati incoraggianti. Sono stati erogati prestiti per 622 milioni di euro, una cifra superiore del +5,0% rispetto all'anno precedente e assai significativa se confrontata con i dati medi del sistema bancario diffusi recentemente da Banca d'Italia, secondo i quali nel complesso il credito erogato dagli istituti italiani nel 2014 si è contratto del -0,5% per i prestiti alle famiglie e del 2,6% per i prestiti alle imprese.