Banche

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La Banca centrale europea non stacca la spina alle banche greche. L'istituzione monetaria ha infatti annunciato che ha deciso di mantenere inalterati i fondi di emergenza che lascia disponibili agli istituti di credito ellenici, precisando tuttavia che potrebbe rivedere le sue decisioni «in qualunque momento».

Un sistema che produce utili, continuando a sostenere il territorio anche nell’attuale, perdurante periodo di crisi economica. La Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo - che costituisce l’organismo associativo delle BCC della regione, alle quali fornisce servizi di rappresentanza, assistenza, consulenza tecnica e formazione - presenta il proprio bilancio consolidato aggregato relativo al 2014, che contiene dati positivi.

Dopo il furto che ha gravemente danneggiato la dotazione informatica della sezione di Firenze della Aniep (Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti delle persone disabili), UniCredit si è attivata per porre rimedio a questo odioso oltraggio rivolto al mondo dell’associazionismo a favore dei disabili, donando all’Associazione 4 computer, completi di monitor Lcd, tastiere e mouse.

Il presidente di Federcasse (379 Bcc e casse rurali), Alessandro Azzi, conferma la vocazione ad essere «banche di persone» e «banche di comunità». E ancora: «Il nostro principio basilare è che la volontà dei soci sia assicurata con il voto capitario».

Si intitola «Una civile ricchezza» l'appello lanciato oggi sulla prima pagina di «Avvenire», a cura di una nutrita schiera di presidenti e responsabili di associazioni e movimenti cattolici, in favore del mantenimento della forma delle banche popolari a voto capitario. Destinatario dell'appello è il Governo, che si appresta a discutere e decidere in merito al decreto che obbligherebbe le principali banche popolari a voto capitario a tramutarsi, oltre una certa soglia dimensionale, in società per azioni perdendo totalmente la propria natura mutualistica.

Dopo l’Unità, lo Stato liberale si disinteressa delle banche. Trattano merce come le altre, il denaro. Col finire del secolo le cose cambiano. Le banche non son più aziende qualsiasi, meritano la sorveglianza dello Stato, talvolta la sua ingerenza. Chi volesse narrare la storia del rapporto fra banca istituzionale laica e banca cattolica, dovrebbe usare una categoria concettuale prendendola a prestito dagli psicologi: l’antipatia.