Crisi

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I vertici di Spirale group hanno ribadito alla Regione Toscana, il 26 novembre scorso, che chiuderanno lo stabilimento Nora Spirale di Monsagrati (Comune di Pescaglia) entro la fine di quest’anno. La proposta di acquisto della Nora Spirale da parte di OjSolution, opzione sponsorizzata da Conflavoro Pmi, sta evaporando come neve al sole. Il destino dei 42 dipendenti sembra dunque segnato ma la vertenza continua e si cercano alternative per reindustrializzare l'area dove sorge l'attuale stabilimento.

Si è svolto giovedì 22 novembre il tavolo convocato da Conflavoro Pmi nella sede nazionale di Lucca, per affrontare il caso della Nora Spirale di Monsagrati nel Comune di Pescaglia (Lu). Lo storico calzaturificio, ex-Rontani, chiuderà entro l'anno lasciando a casa 42 lavoratori, per spostare la produzione in Trentino, a Cinte Tesino nella sede centrale di Spirale group.

Conflavoro Pmi, presieduta da Roberto Capobianco, visto il perdurante stallo in riferimento alla vertenza Nora-Spirale e l’urgenza di salvaguardare la professionalità e l’occupazione dei 42 lavoratori dello stabilimento di Monsagrati, ha deciso di invitare le istituzioni a un tavolo di concertazione giovedì 22 novembre alle 15 nella propria sede di Lucca in via del Brennero, 1040/BH.

Una boccata di ossigeno lunga un anno per i lavoratori toscani delle aree di crisi di Livorno e Piombino. Per chi ha perso o perderà i benefici della cassa integrazione o dell'Aspi (l'assicurazione sociale per l'impiego) nel corso del 2016 sono in arrivo una quota dei 235 milioni stanziati a livello nazionale ed in grado di garantire loro 500 euro per 12 mensilità o il prolungamento della cassa integrazione.

In base ai dati del censimento del 2011, in Italia sono oltre 7 milioni gli appartamenti non locati. Allo stesso tempo il 27,3% degli italiani vive in alloggi sovraffollati e quasi una persona su dieci è in situazione di disagio abitativo. Per non parlare degli sfratti. Nei giorni scorsi il Sicet ha diffuso i dati elaborati dal ministero dell'Interno: sono oltre 150mila le famiglie che attendono l'esecuzione del provvedimento nei prossimi mesi.

L’aumento delle tariffe energetiche pesa sui conti delle famiglie ma anche sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione. Così la Coldiretti nel commentare gli aumenti di luce e gas che scatteranno da luglio secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia con un aggravio per l’elettricità del 4,3,% e per il gas dell’1,9%.