Crisi

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Occorre più creatività, e occorre un pensiero non ideologico che non porti a guardare i datori di lavoro come «padroni» cattivi e sfruttatori, e, dall’altra parte, che non guardi i lavoratori come pigri e fannulloni. L’innovazione, oggi, non è più una prerogativa degli imprenditori. Anche i lavoratori devono innovare, provare e osare di più.

Una lettera al neo ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, «per chiedere di tenere fede agli impegni presi dal suo predecessore Luigi Di Maio e convocare entro fine settembre un nuovo incontro sulla Bekaert di Figline Valdarno». L'ha inviata ieri la Fim-Cisl di Firenze e Prato, sollecitando un faccia a faccia sulla vertenza che tiene con il fiato sospeso le famiglie dei 224 lavoratori in cassa integrazione.

I vertici di Spirale group hanno ribadito alla Regione Toscana, il 26 novembre scorso, che chiuderanno lo stabilimento Nora Spirale di Monsagrati (Comune di Pescaglia) entro la fine di quest’anno. La proposta di acquisto della Nora Spirale da parte di OjSolution, opzione sponsorizzata da Conflavoro Pmi, sta evaporando come neve al sole. Il destino dei 42 dipendenti sembra dunque segnato ma la vertenza continua e si cercano alternative per reindustrializzare l'area dove sorge l'attuale stabilimento.

Si è svolto giovedì 22 novembre il tavolo convocato da Conflavoro Pmi nella sede nazionale di Lucca, per affrontare il caso della Nora Spirale di Monsagrati nel Comune di Pescaglia (Lu). Lo storico calzaturificio, ex-Rontani, chiuderà entro l'anno lasciando a casa 42 lavoratori, per spostare la produzione in Trentino, a Cinte Tesino nella sede centrale di Spirale group.

Conflavoro Pmi, presieduta da Roberto Capobianco, visto il perdurante stallo in riferimento alla vertenza Nora-Spirale e l’urgenza di salvaguardare la professionalità e l’occupazione dei 42 lavoratori dello stabilimento di Monsagrati, ha deciso di invitare le istituzioni a un tavolo di concertazione giovedì 22 novembre alle 15 nella propria sede di Lucca in via del Brennero, 1040/BH.

Una boccata di ossigeno lunga un anno per i lavoratori toscani delle aree di crisi di Livorno e Piombino. Per chi ha perso o perderà i benefici della cassa integrazione o dell'Aspi (l'assicurazione sociale per l'impiego) nel corso del 2016 sono in arrivo una quota dei 235 milioni stanziati a livello nazionale ed in grado di garantire loro 500 euro per 12 mensilità o il prolungamento della cassa integrazione.