Crisi

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Tre milioni e mezzo per il diritto allo studio scolastico. Per l’anno scolastico 2013/2014 li mette a disposizione la Regione Toscana approvando gli indirizzi necessari per la concreta assegnazione alle famiglie bisognose. «La Toscana – commenta Stella Targetti, vicepresidente con delega all’istruzione – conferma in pieno non solo il senso degli indirizzi ma anche il peso delle sue risorse. Una scelta non facile e non scontata ma inevitabile per chi, come noi, crede nella scuola».

Per i giovani italiani sono tempi difficili. A renderli tali sono almeno tre ordini di fattori, in vario modo radicati sul terreno socio-economico, ma di natura prevalentemente culturale. Il primo è il venir meno di una prospettiva di speranza, di proiezione verso il futuro, che aveva sempre caratterizzato, in passato, la stagione della giovinezza.

Ormai è chiaro che le sole politiche di austerità non sono la soluzione, ma costituiscono esse stesse il problema. O i paesi dell’eurozona riescono a risolvere il problema della crescita o anche la costruzione politica dello spazio e della integrazione della moneta unica è destinata a bloccarsi se non a disfarsi.

Quando in una fase di recessione un’impresa chiude, l’effetto immediato è la perdita di posti di lavoro. Il fenomeno è simile alle riduzioni temporanee della forza lavoro ma con una differenza: la chiusura crea una discontinuità che comporta effetti di lungo periodo, in quanto provoca, oltre alla distruzione di patrimonio, la perdita di competenze professionali e imprenditoriali. Pertanto è possibile che quell’impresa non si ricostituisca più nel momento in cui la recessione termina.

‘‘È l‘ora di smettere ogni spirito di contrapposizione gli uni verso gli altri, di smettere di criticarci vicendevolmente e di porre veti incrociati, di sospettarci a vicenda come se il primo dovere civico di ciascuno fosse quello di pensare male delle intenzioni altrui. Questo modo di pensare paralizza uccide la fiducia e paralizza qualsiasi sviluppo personale e sociale‘‘. Così l‘arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nell‘omelia pronunciata durante la Messa celebrata in occasione del pellegrinaggio diocesano del mondo del lavoro al Santuario di N.S. della Guardia.

Girando per l’Italia il sociologo Giuseppe De Rita ha toccato con mano quanto sia profonda e dolorosa questa emergenza. Ma ha capito anche che la gente ormai si è stancata di sentir parlare solo di declino e di scarsa competitività. Vuole vedere rimuovere la crisi con i fatti; e chiede soluzioni concrete alla politica. Nostra intervista al fondatore del Centro Studi Investimenti sociali.

«Piccolo è grande» è il progetto della Regione Toscana per qualificare la rete del piccolo commercio in Toscana. Finanziato con 865 mila euro, il progetto attinge a risorse europee e prevede interventi mirati a favorire lo sviluppo, l'ammodernamento, la qualificazione e l'innovazione delle piccole e micro imprese commerciali che agiscono sul territorio regionale; e che la crisi in atto ha colpito e indebolito, ma che continuano ad avere vitalità e soprattutto voglia di crescere.