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Quella dell'obbligo per l'Italia di recuperare l'Ici non pagata dagli enti no profit è «una sentenza discussa che ha avuto un grande effetto mediatico ma che non avrà effetti pratici». Lo assicura Una sentenza discussa che ha avuto un grande effetto mediatico ma che non avrà effetti pratici». Lo ha affermato questa mattina Giuseppe Dalla Torre, direttore della Scuola di alta formazione in diritto canonico, ecclesiastico e vaticano dell'Università Lumsa aprendo il convegno sulla riforma del terzo settore.

La Chiesa non deve restituire allo Stato il mancato versamento 2008/2012 dell’Ici, e il regime di esenzioni previsto dalla nuova normativa sull’Imu a favore degli immobili in cui vengono esercitate attività non economiche da parte di enti non commerciali non costituisce aiuto di Stato. Lo ha stabilito il 15 settembre il Tribunale dell’Unione europea confermando una decisione della Commissione Ue del 2012. Alcuni organi di stampa parlano di un «regalo» alla Chiesa e al Vaticano, ma Patrizia Clementi, esperta della Curia di Milano, fa chiarezza sulla questione e sgombra il campo dai luoghi comuni.

I dati elaborati dalla Cgia di Mestre, evidenziano che l'82,6% dei proprietari di prima casa sono pensionati, operai, impiegati, o disoccupati/inattivi. In termini economici, la Tasi media risulta di 230 euro, ma riguarda ben 14 milioni di contribuenti. Soltanto 583mila hanno pagato più di 600 euro. Le opinioni di Furlan (Cisl) Costalli (Mcl) e Bottalico (Acli).

Nel linguaggio tecnico, si parla di una «manovra finanziaria» che ha un ammontare complessivo di 26,5 miliardi di euro. Tale somma potrà salire a 30 miliardi se l'Unione europea concederà un’ulteriore «flessibilità» dello 0,2% del Pil per la cosiddetta «clausola migranti». Previsti tagli alle tasse - via Imu-Tasi - sgravi per le imprese, fondi per la lotta contro la povertà e per la Terra dei fuochi. Una voce sul «Dopodinoi». Il canone Rai scenderà da 113,5 a 100 euro e si pagherà in bolletta.

Sulla prospettiva enunciata da Papa Francesco, la Chiesa italiana ha assunto una posizione limpida, attraverso le parole del presidente Angelo Bagnasco («se qualche situazione di abuso fosse rilevabile, non vi è dubbio che vada sanzionata nell'interesse di tutti«) e del segretario Nunzio Galantino («se siete a conoscenza di una realtà che è commerciale e che non paga l’Imu denunciatela»).

«Le famiglie italiane hanno a che fare in queste ore con la seconda puntata della farsa Tasi, oggetto sconosciuto arrivato dal nulla a bastonare e spremere 15 milioni di famiglie e che va ad aggiungersi (mentre avrebbe dovuto sostituirle) ad altre tasse che almeno erano entrate nella consapevolezza popolare». A denunciarlo è il Forum nazionale delle associazioni familiari.

Una realtà educativa importante e indispensabile per la società toscana, frequentata da un bambino su cinque in età 3-6 anni, e che dà lavoro a 3.700 persone, ma che sta soffrendo gli effetti della crisi economica e demografica. Sono le scuole materne paritarie aderenti a Fism Toscana, che sabato 15 novembre terranno la loro assemblea regionale al Convitto della Calza di Firenze.

Venerando Marano, coordinatore dell'Osservatorio giuridico-legislativo della Cei, fa il punto sull'applicazione della normativa introdotta dal governo Monti circa le attività diverse da quelle di religione o di culto (istruzione, sanità o altro): «L'esigenza di fare chiarezza deve coniugarsi alla necessità di evitare letture ideologiche e fuorvianti e alla consapevolezza del grande valore sociale di talune attività».

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