Ecumenismo

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«Sono popoli che hanno molto sofferto, e per questo il Signore li ha guardati con predilezione. Ne sono sicuro di questo». Così il Papa ha definito i tre Paesi Baltici - Lituania, Lettonia ed Estonia - che ha visitato nei giorni scorsi. E al termine ha annunciato un messaggio ai cattolici di tutto il mondo e ha parlato del recente accordo tra Santa Sede e Cina.

Nel discorso di Papa Francesco nella cattedrale luterana a Tallinn, si intrecciano sfide che interpellano l’ecumenismo e le nuove generazioni. Dopo aver ascoltato i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti in Estonia e le testimonianze di alcuni giovani il Papa ha fatto «mea culpa» per come le Chiese non riescano a parlare al mondo giovanile e ha sottolineato come «dove c’è Gesù c’è sempre rinnovamento» e conversione.

Ricevendo leader ed esponenti delle Chiese cristiane nel mondo partecipanti alla «Conferenza mondiale su xenofobia, razzismo e nazionalismi populisti nel contesto delle migrazioni globali» ha lanciato un forte richiamo  alla politica che specula sulle paure del «diverso» e ha invitato i cristiani all’impegno contro il razzismo, per promuovere la «dignità di tutti gli uomini», perché nello straniero c’è il Signore.

Si è aperta stamani a Roma Roma la «Conferenza mondiale su xenofobia, razzismo e nazionalismi populisti nel contesto delle migrazioni globali» promossa per la prima volta insieme dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e il World Council of Churches (Wcc), in collaborazione con il Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani. Gli interventi del rev. Olav Fykse Tveit (Wcc) e del card. Turkson.

«Prendersi cura delle fonti e dei bacini idrici è un imperativo urgente». Lo scrive Papa Francesco nel messaggio per la IV Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che la Chiesa cattolica celebra oggi, 1 settembre, in unione con i fratelli e le sorelle ortodossi, e con l’adesione di altre Chiese e Comunità cristiane.

Un doppio appello: per la giustizia climatica e per maggiore solidarietà globale nei confronti delle persone e delle comunità che subiscono maggiormente gli impatti dei cambiamenti del clima. A rivolgerlo sono questa mattina i leader cristiani riuniti da ieri ad Assisi per il primo incontro di preghiera ecumenica per il creato «Camminare insieme verso Cop24».

«L’importanza del dialogo come mezzo dato da Dio per superare le sfide emergenti». È quanto ha sottolineato il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ricevendo ieri al Fanar il Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia. Lo si legge in un comunicato diffuso dal Patriarcato ecumenico in cui si ripercorre la giornata di ieri senza però entrare nelle questioni dibattute dai due leader nel corso del loro «lungo» incontro privato che è durato – si legge nel comunicato – «due ore e mezza».