Ecumenismo

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No alla «arroganza da parte di alcuni che sembrano opporsi Sapienza di Dio e si considerano in grado di migliorare il suo lavoro». È il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I a ribadirlo quest'anno nella sua lettera patriarcale tradizionalmente diffusa in occasione dell'inizio dell'anno liturgico ortodosso che cade il 1° settembre, e che l'intera Chiesa ortodossa coincide con la Giornata di preghiera per il Creato.

Forte la condanna del Consiglio mondiale all'uso delle armi chimiche nel conflitto siriano e urgente l'appello alle Nazioni Unite perché «adempia alla sua responsabilità di proteggere il popolo siriano da gravi violazioni dei diritti umani». Un no all'intervento Nato dal metropolita Hilarion del Patriarcato di Mosca. «L'œuvre d'Orient» ha lanciato una raccolta fondi.

«Un saluto non di ‘circostanza' ma espressione del sentimento di un cristiano in mezzo ad altri cristiani che con loro condivide preoccupazioni e sfide davanti all'orizzonte del mondo e del nostro Paese». Così si è espresso monsignor Mansueto Bianchi, presidente della Commissione per il dialogo ecumenico e interreligioso della Conferenza episcopale italiana (Cei), rivolgendosi al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi apertosi oggi a Torre Pellice (To).

Si apre oggi il sinodo delle Chiese metodiste e valdesi a Torre Pellice (To), capoluogo delle “Valli Valdesi” del Piemonte. A dare il via all’appuntamento sarà un culto solenne alle 15.30 nel tempio di Torre Pellice. La predicazione è affidata alla pastora Maria Bonafede.

"Mai più Hiroshima. Mai più Nagasaki. Il Dio della vita ci chiama tutti ad accogliere il loro grido instancabile e assicurare che un bombardamento simile non potrà mai accadere di nuovo. L’anniversario di quest‘anno ha bisogno di un rinnovato impegno da parte di tutto il mondo”. Inizia così il messaggio scritto da Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc) in occasione del 68° anniversario dei bombardamenti atomici avvenuti su Hiroshima e Nagasaki il 6 e 9 agosto 1945.

«L'Assemblea della Kek esprime simpatia e solidarietà con i cittadini egiziani che lottano per portare il loro Paese a una stabile ed efficace democrazia e a condizioni economiche più eque. Deploriamo l'escalation di violenza in Egitto e facciamo appello a tutti gli attori ad astenersi dalla violenza»: così scrivono i delegati Kek nel «Rapporto sulle questioni d'interesse pubblico» diffuso oggi.

«Il nostro compito principale a Budapest è stato quello di rinnovare lo statuto della Kek come espressione del nostro impegno per una profonda condivisione ecumenica e unità in Cristo»: così nel Messaggio finale i delegati all'Assemblea della Conferenza delle chiese europee (Kek), conclusasi ieri a Budapest, descrivono le 6 giornate di lavoro.

Sulle orme di Francesco per essere una chiesa povera per i poveri.Nel suo primo discorso da leader anglicano al Sinodo generale a York l’arcivescovo Justin Welby ha citato due volte l’esempio del Papa per indicare la direzione che la “Chiesa di Inghilterra” dovrà percorrere in “questa epoca di rivoluzioni” nella quale “il compito dei cristiani è di essere custodi del vangelo che trasforma individui, nazioni e società”.

E' sempre e soltanto l'amore di Cristo che genera la fede e che manda avanti la Chiesa". E' la riflessione che Papa Francesco ha pronunciato all'angelus nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Il Pontefice, ricordando che "Pietro è stato il primo a confessare che Gesù è il Figlio di Dio e Paolo ha diffuso questo annuncio nel mondo greco-romano", ha precisato che la Chiesa di Roma è diventata "il punto di riferimento per tutte le Chiese sparse nel mondo", "non per il potere dell'Impero, ma per la forza del martirio".