Anglicani

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Incentrato sulla parola «pace», il discorso di Papa Francesco al termine del ritiro spirituale dei leader civili ed ecclesiastici del Sud Sudan. «La pace è possibile», siate «artigiani di pace», l'appello: «Auspico di cuore che definitivamente cessino le ostilità, che l'armistizio sia rispettato, che le divisioni politiche ed etniche siano superate e che la pace sia duratura». Poi la sorpresa finale: il Papa si inginocchia davanti ai leader politici, per baciare loro i piedi.

Il Papa «ha approvato la proposta presentata dall'arcivescovo di Canterbury, Sua Grazia Justin Welby, di organizzare un ritiro spirituale che avrà luogo in Vaticano, presso la Domus Sanctae Marthae, il 10 e l'11 aprile corrente, con la partecipazione delle massime autorità civili ed ecclesiastiche del Sud Sudan». Lo ha dichiarato oggi ai giornalisti il direttore «ad interim» della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti.

Nella cittadina britannica si danno appuntamento, il 16 e 17 gennaio, cinquanta vescovi, metà dei quali anglicani e metà cattolici. Il reverendo Worthen spiega al Sir: «Spiritualità, teologia e convivenza saranno gli ingredienti dell'incontro». Agenda fitta: liturgie e dibattiti, riflettori puntati sulla Dichiarazione «Camminare insieme sulla strada».

(Londra) «Prego per la premier Theresa May e per gli altri politici ogni giorno. Sono sicuro che a pagare il prezzo di un'uscita senza accordo dall'Unione europea saranno i più poveri e vulnerabili». È il primate anglicano Justin Welby, in un'intervista con la radio cristiana «Premier Christian Radio», a lanciare l'allarme contro il «no deal».

(Bruxelles) L'incontro di oggi tra istituzioni Ue e comunità religiose presenti in Europa si è incentrato sulle principali sfide politiche che l'Europa affronterà nel prossimo anno, nonché sulle prospettive per il futuro, oltre le elezioni del Parlamento europeo.