Copti

Ultimi contenuti per il percorso 'Copti'

«Offriamo questa Messa per i nostri 21 fratelli copti, sgozzati per il solo motivo di essere cristiani». Così Papa Francesco, all'inizio dell'omelia odierna nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, ha ricordato i cristiani copti egiziani uccisi dai fanatici fondamentalisti del sedicente Stato islamico. «Preghiamo per loro - ha proseguito il Pontefice - che il Signore come martiri li accolga, per le loro famiglie, per il mio fratello Tawadros (il patriarca della Chiesa copta ortodossa, ndr), che soffre tanto».

“Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida. Siano cattolici, ortodossi, copti, luterani non importa: sono cristiani”. L’udienza con i rappresentanti della Chiesa Riformata di Scozia ha offerto al Pontefice l’occasione per esprimere dolore e orrore per l’esecuzione degli oltre 20 copti egiziani da parte dei jihadisti del cosiddetto Stato Islamico. “Questi fratelli – ha aggiunto – sono morti per il solo fatto di confessare Cristo, chiedo di incoraggiarci l’uno con l’altro ad andare avanti con questo ecumenismo, che sta incoraggiando l’ecumenismo del sangue. I martiri sono di tutti i cristiani”.

Il Cairo (Agenzia Fides) - Davanti alla strage di 21 copti egiziani decapitati in Libia dai jihadisti affiliati allo Stato Islamico (Is), il Patriarca di Alessandria dei copti cattolici, Ibrahim Isaac Sidrak, «porge le sue condoglianze a tutte le famiglie dei martiri, che hanno dato la vita a motivo della loro fede, e nello stesso tempo ringrazia il Presidente Abdel Fattah al Sisi e tutte le istituzioni del governo egiziano per la veloce risposta che hanno dato a tale atto terroristico».

Il portavoce dei vescovi cattolici egiziani e l’incaricato di affari della Nunziatura apostolica al Cairo hanno espresso «solidarietà, cordoglio e preghiera» alla Chiesa copto-ortodossa dopo la diffusione della notizia che i jihadisti della filiale libica dello Stato Islamico avrebbero sgozzato 21 cristiani copti di origine egiziana rapiti a Sirte a gennaio e tenuti in ostaggio. 

“La situazione è drammatica. Ci sono stati attacchi a diverse chiese copto-ortodosse, protestanti e cattoliche al Cairo, Assiut e Minya, qui in particolare la situazione è preoccupante. Una vera e propria ritorsione verso i cristiani rei, a detta dei Fratelli Musulmani, di aver appoggiato le grandi manifestazioni che ha portato alla deposizione di Morsi”. A parlare al Sir è padre Daniel Cima, provinciale per il Medio Oriente dell‘Istituto del Verbo Incarnato (Ive) che opera dal 1995 in Egitto a favore di disabili e orfani.

C‘è anche il nome del Patriarca copto ortodosso Tawadros II in cima a una lista alcune decine di persone da eliminare fatta trovare ieri in una busta anonima in una moschea del Cairo. Nella lista, secondo quanto riferisce l’agenzia Fides, figurano anche i nomi del presidente Adly Mansour e del generale Abdel Fattah al-Sisi, attuale uomo forte dell‘esercito.

«Da ieri sera siamo in festa. Non abbiamo dormito. Il popolo egiziano si è ripreso pacificamente il suo Paese. E così ha mostrato al mondo che è un popolo civile, nonostante i grandi problemi che si trova a affrontare». Così il Patriarca di Alessandria dei copti cattolici Ibrahim Isaac Sidrak descrive all'agenzia Fides l'atmosfera che percepisce nel Paese dopo la deposizione del Presidente Morsi da parte dell'esercito e la fine traumatica del governo egemonizzato dai Fratelli Musulmani.