Luterani

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«Nel nostro dialogo, alcune differenze tuttora permangono nella dottrina e nella prassi. Questo però non deve scoraggiarci, ma piuttosto spronarci a proseguire insieme il cammino verso una sempre maggiore unità, anche superando vecchie concezioni e reticenze». È l’invito del Papa, nel discorso rivolto oggi alla delegazione ecumenica della Chiesa luterana di Finlandia, ricevuta in udienza in occasione della Festa di Sant’Enrico.

«L’egoismo umano vuol difendersi, difendere il proprio potere, il proprio egoismo, ma in quel difendersi si allontana dalla fonte di ricchezza. I muri alla fine sono come un suicidio, ti chiudono. E’ una cosa brutta avere il cuore chiuso. E oggi lo vediamo, il dramma… Mio fratello pastore oggi ha nominato Parigi: cuori chiusi. Anche il nome di Dio viene usato per chiudere i cuori».
Sono parole importanti e piene di verità quelle di Papa Francesco, pronunciate nella visita alla Comunità evangelica luterana di Roma. In un dialogo scandito da varie domande, il Pontefice si sofferma su diversi temi: dall’essere Papa con lo stile di parroco, a servizio degli ammalati, dei sofferenti, dei carcerati....

Tre domande alle quali Papa Francesco ha risposto rigorosamente a braccio. Sì è svolto così, eri pomeriggio la visita di Papa Francesco nella Chiesa Evangelica e Luterana di Roma, la Christuskirche di via Sicilia, dove già erano entrati Giovanni Paolo II (1983) e Benedetto XVI (2010). Il Papa è stato accolto dal saluto del pastore luterano Jens-Martin Kruse.

«Non in senso giuridico, ma in senso simbolico», precisa Jens-Martin Kruse, pastore della Comunità evangelica luterana che accoglierà il Papa il 15 novembre: «Vogliamo fare con lui una grande festa della fede». E ancora: «È una visita pastorale come il Papa fa spesso nelle parrocchie romane della Chiesa cattolica. Questa volta invece verrà a trovare una chiesa luterana». Sintonia sul tema della misericordia.

«Cattolici e luterani possono fare molto insieme per rendere testimonianza della misericordia divina nelle nostre società». Lo ha detto Papa Francesco ricevendo oggi in Vaticano una delegazione ecumenica finlandese, venuta a Roma in pellegrinaggio per celebrare, come ogni anno, la festa di sant'Enrico, patrono della Finlandia.

“Stiamo facendo insieme un cammino di amicizia, di stima reciproca e di ricerca teologica, un cammino che ci fa guardare speranzosi al futuro”. Papa Francesco ha accolto in Vaticano una delegazione della Chiesa Evangelica Luterana Tedesca e ha espresso soddisfazione per i progressi che cristiani luterani e cattolici hanno compiuto negli ultimi cinquant’anni. Un “solido fondamento di sincera amicizia vissuta nella fede e nella spiritualità” che nel 2017 permetterà di commemorare “congiuntamente il quinto centenario della Riforma”.