Ortodossi

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«Come cristiani, la nostra vocazione e missione è essere segno e strumento di unità, e possiamo esserlo, con l'aiuto dello Spirito Santo, anteponendo ciò che ci unisce a ciò che ci ha diviso o ancora ci divide». Con queste parole il Papa ha commentato uno dei momenti del viaggio in Bulgaria: l'incontro con il patriarca della Chiesa ortodossa bulgara Neofit e i membri del Santo Sinodo, definito «un passo avanti sulla via della fraternità».

Come di consueto al ritorno dal suo viaggio apostolico il Papa ha risposto ai giornalisti sul volo che lo riportava a Roma. Ha detto di esserstato toccato dalla tenerezza con cui le suore di Madre Teresa assistono i poveri ed edificato dai colloqui con i patriarchi ortodossi. Sulla canonizzazione del card. Stepinac quello che interessa è la verità. Per il Papa il lavoro della commissione per il diaconato femminile è ancora lungo.

Presso il Palazzo del Sinodo, sede del patriarcato della Chiesa ortodossa bulgara, l’incontro tra Papa Francesco e Sua Santità Neofit, Patriarca di tutta la Bulgaria. Nel suo discorso, Francesco ha ricordato l’ecumenismo del sangue, del povero e della missione, invitando a seguire il cammino indicato dai Santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa (testo integrale).

Stanotte, dopo una lunga malattia, è morto a San Pietroburgo il vicario della Diocesi, il vescovo Tsar's Markell (al secolo German Gennadyevich Vetrov). Aveva 67 anni. Il vescovo russo-ortodosso era molto legato alla Toscana che aveva visitato più volte stringendo una lunga amicizia con Pino Arpioni e poi con tutti i responsabili dell'Opera per la Gioventù «Giorgio La Pira».

«La collaborazione tra Apostolikì Diakonia e Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani si protrae da oltre quindici anni, nei quali hanno visto la luce tanti lodevoli progetti culturali e formativi. È un bell'esempio di quanto sia fruttuoso che cattolici e ortodossi lavorino insieme». Lo ha sottolineato, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza, nella Sala dei Papi del Palazzo apostolico vaticano, una delegazione della «Apostolikì Diakonia» della Chiesa di Grecia.

Un manifesto in nove punti che definisce i diritti e garantisce, oltre alle cure, il rispetto della dignità e il supporto religioso e spirituale per chi si trova nella fase finale della vita in strutture sanitarie. È il manifesto interreligioso dei diritti nei percorsi di fine vita presentato e firmato questa mattina a Roma, nel Complesso monumentale del Santo Spirito a Roma, frutto di particolare sensibilità nei confronti del dialogo interreligioso in ambito sanitario e volto a creare un percorso che porti ad impegni concreti.

«Proseguire il percorso verso la piena comunione, verso la celebrazione comune della Santa Eucaristia». Con queste parole il Papa si è rivolto ai membri della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali, ricevuti oggi in udienza. 

La Chiesa Ortodossa Russa della Natività fu fondata alla fine dell’XIX secolo per volontà della comunità russa di Firenze, in un quartiere formatosi nello stesso periodo, distante dal centro storico. Contribuirono alla progettazione e alla realizzazione dell’edificio artisti russi e fiorentini, il risultato fu una chiesa in stile ecclettico, dal sapore esotico, con esuberanze ornamentali e coloristiche. L’edificio, secondo il tipo delle chiese russe settentrionali, si sviluppa su due piani: la chiesa inferiore più fresca, usata in estate, e quella superiore usata in inverno. L’esterno è caratterizzato da tre brillanti e colorate cupolette a cipolla, l’intero è ricco di icone, arredi e affreschi variopinti, dove le immagini sacre si mischiano sapientemente a decorazioni di carattere floreale e ad arabeschi orientaleggianti.