Ortodossi

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Papa Francesco ha ricevuto stamani in Vaticano una delegazione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, nel quadro del tradizionale scambio di rappresentanza per le rispettive feste dei santi patroni, il 29 giugno a Roma per la celebrazione dei santi apostoli Pietro e Paolo e il 30 novembre a Istanbul per la celebrazione di sant'Andrea apostolo

I capi delle Chiese e delle comunità ecclesiali presenti a Gerusalemme esprimono «grande sorpresa» per la rapidità con cui la Corte suprema di Israele si è espressa a favore del «gruppo estremista» ebraico Ateret Cohanim, respingendo in maniera definitiva il ricorso presentato dal Patriarcato greco ortodosso di Gerusalemme per bloccare l'acquisizione - denunciata come illegittima - di tre edifici di sua proprietà da parte dell'organizzazione ebraica, nel quartiere cristiano della Città Vecchia di Gerusalemme. Lo riferisce l'agenzia Fides.

«Camminare insieme sia tra cristiani, sul piano della fede e della carità, sia tra cittadini, sul piano dell'impegno civile». Così il Papa ha sintetizzato lo scopo del suo recente viaggio in Romania, di cui ha ripercorso le tappe, nella catechesi dell'udienza generale di oggi, davanti a 15mila persone. 

Sul volo che lo riportava a Roma dopo la visita in Romania, Papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti su tanti temi, dall'ecumenismo alla situazione politica italiana, dal futuro dlel'Europa al suo rapporto con Papa Benedetto. Eccone una sintesi e il testo integrale.

Nella «comune preghiera» del Padre Nostro «è racchiusa la nostra identità di figli e, oggi in modo particolare, di fratelli che pregano l’uno accanto all’altro». Con queste parole il Papa ha salutato il «caro fratello» Daniel e i fedeli ortodossi, nella cattedrale ortodossa della Salvezza del Popolo di Bucarest, definita un «tempio santo che ci raccoglie in unità» (testo integrale).

«Un edificio simbolico della Resurrezione delle chiese demolite, ma anche un simbolo della libertà religiosa del popolo romeno, dopo quasi 50 anni di regime comunista». Così il patriarca di Romania, Daniel, nel suo discorso di saluto al Papa, ha definito la nuova cattedrale ortodossa della Salvezza del popolo, inaugurata a Bucarest nel 2018 ma i cui lavori saranno in corso fino al 2024.

Ritrovarsi nel segno della fraternità del sangue per continuare a camminare insieme con la forza della memoria delle radici, nell'ascolto del Signore e verso una nuova Pentecoste di annuncio e missione. Questo nelle parole del Papa (testo integrale) il senso dell'incontro con il patriarca Daniel e il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa romena nel primo giorno del trentesimo viaggio apostolico.

«I nostri predecessori ci chiamano oggi a difendere e a promuovere la fede in Cristo e nei valori cristiani in un’Europa molto secolarizzata, per trasmettere alle giovani generazioni la fede nell’amore misericordioso di Cristo per il mondo e la fede nella vita eterna per la persona umana». È il saluto del patriarca Daniel al Papa, dopo l’incontro privato e prima del discorso del Santo Padre al Sinodo permanente della Chiesa ortodossa romena.