Ortodossi

Ultimi contenuti per il percorso 'Ortodossi'

La visita del patriarca di Mosca Kirill in Gran Bretagna, per il 300° anniversario della presenza ortodossa, è terminata ieri con l’incontro con l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby. A Lambeth Palace si è parlato di relazioni bilaterali tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa d’Inghilterra, della necessità di «unire gli sforzi per proteggere i cristiani in Medio Oriente» ed «è stato raggiunto un accordo di cooperazione in ambito umanitario», spiega la nota diffusa nella serata di ieri da Mosca.

Sabato 15 ottobre, a Firenze, un incontro per «rileggere» il documento comune firmato a Cuba da Papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill, alla luce dell'intuizioni sulla Russia di Giorgio La Pira e di don Divo Barsotti. Previsti anche incontri di preghiera ecumenici.

Quasi un’ora di conversazione, spaziando su vari temi di interesse internazionale, ripartiti in 11 domande. Ancora una volta, Papa Francesco, nonostante la stanchezza del viaggio, non si è sottratto ai giornalisti e sul volo di rientro dall’Azerbaijan ha tenuto la conferenza stampa. Anzitutto ha espresso gratitudine per questo pellegrinaggio, che gli ha permesso di conoscere la Georgia, un Paese di grande storia e cultura, “cristiana nel midollo”, il cui Patriarca è un vero “uomo di Dio”; e l’Azerbaijan, dove c’è una “grande libertà religiosa”. Partendo dagli auspici di pace stabile nel Caucaso, il Pontefice ha poi ribadito che l’unica via contro la guerra sono il dialogo e negoziati sinceri.

«Le religioni non devono mai essere strumentalizzate e mai possono prestare il fianco ad assecondare conflitti e contrapposizioni». È il monito del Papa, durante l’incontro di ieri a Baku con il presidente del Consiglio dei musulmani del Caucaso, i capi religiosi locali della Chiesa ortodossa russa e delle Comunità ebraiche (testo integrale).

Carità sincera e comprensione reciproca per ricomporre le divisioni fra cristiani, che sono vere e proprie "lacerazioni inferte nella carne del Signore". Nella suggestiva Cattedrale Patriarcale di Mtsketa, centro spirituale della Chiesa Ortodossa Georgiana, Papa Francesco ha espresso, ancora una volta, gioia per il pellegrinaggio compiuto e per l'accoglienza ricevuta, soprattutto da parte del Catholicos Patriarca di tutta la Georgia Ilia II. A tutti ha chiesto di procedere con pazienza lungo il cammino dell'unità, coltivando la fiducia gli uni negli altri, "senza paura e senza scoraggiarsi", certi che "le contrapposizioni possono essere sanate e gli ostacoli rimossi", senza "rinunciare mai alle occasioni di incontro e di dialogo"-

«Siamo chiamati a essere ‘uno in Cristo Gesù’ e a non mettere al primo posto le disarmonie e le divisioni tra i battezzati, perché davvero è molto più ciò che ci unisce di ciò che ci divide». Con questa calorosa esortazione si è concluso il lungo discorso di saluto che Papa Francesco ha rivolto questo pomeriggio al Catholicos e Patriarca di tutta la Georgia, Ilia II, nella cattedrale patriarcale di Svetitskhoveli a Mtskheta, a 20 km dalla capitale Tbilisi.

Un canto dolce e intimo, sublime espressione della bellezza dell'amore di Dio. Il coro della Cattedrale della Trinità ha accompagnato l’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca di tutta la Georgia Ilia II. Il raccoglimento iniziale è stato seguito dalle parole del Catholicos, lo stesso che nel 1999 accolse Giovanni Paolo II, e che pur nella fatica dell’età avanzata ha voluto esprimere la gioia di questo incontro, un segno di fratellanza tra le Chiese che oltre le difficolta e le incomprensioni passate devono rendere una testimonianza coerente della fede. 

«Come pellegrino e amico, sono giunto in questa terra benedetta, mentre volge al culmine per i cattolici l’Anno giubilare della Misericordia». Sono le parole di saluto del Papa a S.S. e Beatitudine Ilia II, Catholicos Patriarca di tutta la Georgia (testo integrale), incontrato nella sala delle udienze, con le delegazioni e alcuni esponenti del mondo accademico e della cultura, dopo l’incontro privato nell’appartamento del Patriarca.