Ortodossi

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(dall’inviata Sir a Firenze) – «Come ha detto Papa Francesco, se noi non ci abbassiamo non possiamo vedere il volto del Signore. Possiamo vedere i tratti dell’umanità di Cristo nelle profezie, ad esempio in Isaia». Ha esordito così p. Georgij Blatinskij, arciprete della Chiesa ortodossa russa di Firenze, nella riflessione spirituale della preghiera ecumenica che, presieduta da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, questa mattina ha aperto la quarta giornata del Convegno ecclesiale a Firenze.

Unità nella diversità: questo, in sintesi, il clima che si è respirato la mattina del 16 ottobre al Sinodo sulla famiglia, in corso in Vaticano. La 12ma Congregazione generale ha visto, infatti, l’audizione di 12 delegati fraterni, presenti all’Assemblea in rappresentanza di diverse Confessioni cristiane. Sono seguite le testimonianze degli uditori laici.

«Con il cuore addolorato, a nome della Chiesa ortodossa russa» il patriarca Kirill ha chiesto ai presidenti di Russia e Ucraina di «compiere ogni sforzo per fermare lo spargimento di sangue». La richiesta è contenuta in una lettera inviata a Vladimir Putin e Petro Poroshenko di cui dà notizia il servizio d’informazione del patriarcato russo.