Ortodossi

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La piena comunione visibile tra ortodossi e cattolici è una delle principali preoccupazioni di Papa Francesco, e il Papa lo ha ribadito alla delegazione ricevuta oggi in Vaticano. Dopo aver sottolineato il profondo rapporto che unisce le Chiese sorelle di Roma e Costantinopoli, il Pontefice ha ricordato la calorosa accoglienza ricevuta dal Patriarca Bartolomeo nella visita al Patriarcato del novembre scorso, a Istambul. L’abbraccio di pace scambiato al Fanar, ha aggiunto, è un segno di quella carità fraterna che deve guidare il cammino di riconciliazione.

Chiede un lettore: «Dopo l’incontro fraterno, nello scorso novembre, tra il Vescovo di Roma e il Patriarca di Costantinopoli è legittimo domandarsi: la Messa celebrata in una chiesa cattolica ha lo stesso significato di una celebrata in una chiesa ortodossa?» Risponde padre Valerio Mauro, docente di Teologia sacramentaria alla Facoltà teologica dell'Italia centrale.

E’ un confronto franco, diretto che dona vitalità alla Chiesa quello tra Papa Francesco e i partecipanti al Terzo Ritiro Mondiale dei Sacerdoti, promosso dal Rinnovamento Carismatico Cattolico Internazionale e dalla Catholic Fraternity, nella Basilica di San Giovanni in Laterano. “La Chiesa è donna”: ribadisce in spagnolo il Papa che, dopo aver invitato i pastori a lasciarsi trasformare dall’amore di Dio, a non avere doppiezza di cuore, ad essere misericordiosi e non burocrati, a impartire il Battesimo ai figli di una madre sola o di un padre risposato, tocca anche i temi spinosi nella Chiesa come l’ecumenismo. 

L’Europa attui «politiche serie» per «un soccorso in mare efficace, che possa evitare altre tragedie». Lo chiedono i leader delle comunità ebraica e islamica di Firenze e i rappresentanti delle Chiese cristiane della città (arcidiocesi, e chiese luterana, valdese e ortodosse rumena e greca) riuniti nel coordinamento Deci - Dialogo ebraico cristiano islamico - di Firenze che in una dichiarazione diffusa oggi uniscono la loro voce a quella di «coloro che vogliono dire ‘basta’ a questa scandalosa carneficina».

Il processo di pace in Ucraina, la situazione dei cristiani perseguitati nel mondo e il ruolo di peacemaking che le Chiese possono svolgere nelle situazioni di conflitto. Questi gli argomenti al centro dell’incontro che il 22 aprile scorso il segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese, il pastore Olav Fykse Tveit ha avuto con il patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill.