Ortodossi

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Sul volo che lo riportava a Roma dopo la visita in Romania, Papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti su tanti temi, dall'ecumenismo alla situazione politica italiana, dal futuro dlel'Europa al suo rapporto con Papa Benedetto. Eccone una sintesi e il testo integrale.

Nella «comune preghiera» del Padre Nostro «è racchiusa la nostra identità di figli e, oggi in modo particolare, di fratelli che pregano l’uno accanto all’altro». Con queste parole il Papa ha salutato il «caro fratello» Daniel e i fedeli ortodossi, nella cattedrale ortodossa della Salvezza del Popolo di Bucarest, definita un «tempio santo che ci raccoglie in unità» (testo integrale).

«Un edificio simbolico della Resurrezione delle chiese demolite, ma anche un simbolo della libertà religiosa del popolo romeno, dopo quasi 50 anni di regime comunista». Così il patriarca di Romania, Daniel, nel suo discorso di saluto al Papa, ha definito la nuova cattedrale ortodossa della Salvezza del popolo, inaugurata a Bucarest nel 2018 ma i cui lavori saranno in corso fino al 2024.

Ritrovarsi nel segno della fraternità del sangue per continuare a camminare insieme con la forza della memoria delle radici, nell'ascolto del Signore e verso una nuova Pentecoste di annuncio e missione. Questo nelle parole del Papa (testo integrale) il senso dell'incontro con il patriarca Daniel e il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa romena nel primo giorno del trentesimo viaggio apostolico.

«I nostri predecessori ci chiamano oggi a difendere e a promuovere la fede in Cristo e nei valori cristiani in un’Europa molto secolarizzata, per trasmettere alle giovani generazioni la fede nell’amore misericordioso di Cristo per il mondo e la fede nella vita eterna per la persona umana». È il saluto del patriarca Daniel al Papa, dopo l’incontro privato e prima del discorso del Santo Padre al Sinodo permanente della Chiesa ortodossa romena. 

«Come cristiani, la nostra vocazione e missione è essere segno e strumento di unità, e possiamo esserlo, con l'aiuto dello Spirito Santo, anteponendo ciò che ci unisce a ciò che ci ha diviso o ancora ci divide». Con queste parole il Papa ha commentato uno dei momenti del viaggio in Bulgaria: l'incontro con il patriarca della Chiesa ortodossa bulgara Neofit e i membri del Santo Sinodo, definito «un passo avanti sulla via della fraternità».

Come di consueto al ritorno dal suo viaggio apostolico il Papa ha risposto ai giornalisti sul volo che lo riportava a Roma. Ha detto di esserstato toccato dalla tenerezza con cui le suore di Madre Teresa assistono i poveri ed edificato dai colloqui con i patriarchi ortodossi. Sulla canonizzazione del card. Stepinac quello che interessa è la verità. Per il Papa il lavoro della commissione per il diaconato femminile è ancora lungo.

Presso il Palazzo del Sinodo, sede del patriarcato della Chiesa ortodossa bulgara, l’incontro tra Papa Francesco e Sua Santità Neofit, Patriarca di tutta la Bulgaria. Nel suo discorso, Francesco ha ricordato l’ecumenismo del sangue, del povero e della missione, invitando a seguire il cammino indicato dai Santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa (testo integrale).