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È in corso un grande sforzo internazionale ed ecumenico per cercare di liberare i due vescovi di Aleppo rapiti in Siria due settimane fa, il siro-ortodosso Gregorios Yohannna Ibrahim e il greco-ortodosso Boulos al-Yazigi. Lo conferma all'Agenzia Fides il vescovo metropolita Timoteo Matta Fadil Alkhouri, assistente patriarcale nel Patriarcato Siro-Ortodosso di Antiochia, confratello del vescovo Gregorio Yohanna Ibrahim.

Ancora nessuna notizia dei due vescovi greco-ortodosso e siro-ortodosso di Aleppo Paul Yazigi e Gregorios Ibrahim, rapiti lunedì nel Nord della Siria mentre erano in viaggio. «Continuiamo a pregare per loro», dicono al Sir questa mattina al segretariato del Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l'Oriente che ha sede a Damasco. «Ma per ora non abbiamo nessuna notizia».

Il rapimento dei Metropoliti greco-ortodosso e siro-ortodosso di Aleppo, sul cui rilascio ci sono notizie contrastanti, è un ulteriore segno della tragica situazione che sta attraversando la cara Nazione siriana, dove la violenza e le armi continuano a seminare morte e sofferenza. Mentre ricordo nella preghiera i due Vescovi, affinché ritornino presto alle loro comunità, chiedo a Dio di illuminare i cuori e rinnovo il pressante invito che ho rivolto nel giorno di Pasqua affinché cessi lo spargimento di sangue, si presti la necessaria assistenza umanitaria alla popolazione e si trovi quanto prima una soluzione politica alla crisi.

Il segretariato del Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l'Oriente smentisce questa mattina al Sir la notizia che i due vescovi rapiti siano stati liberati. Ed aggiungono che la notizia diffusa ieri è dovuta molto probabilmente dalla mancanza di comunicazioni con Aleppo. Altri particolari - circa cioè richieste di riscatto da parte dei rapitori - non possono essere dati perché - dicono - «sono momenti vitali».

«La situazione è drammatica. Mai prima d'ora si era arrivati a toccare uomini di religione. In Siria sono sempre stati rispettati. Ciò indica un ulteriore aggravamento della tragedia che stiamo vivendo da due anni in Siria». Da Aleppo a parlare al Sir è monsignor Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco-melkita, che prova a ricostruire la dinamica del rapimento, di due vescovi, Mor Gregorious Yuhanna Ibrahim, della Chiesa siro-ortodossa di Aleppo, e Bolous Yazejy, della Chiesa greco-ortodossa di Aleppo.

«Il mio appello è ai rapitori perché liberino i due vescovi: sono persone perbene, amici di tutti, cristiani e musulmani, non hanno niente a che fare con la guerra. Sono messaggeri di pace». A lanciare l'appello tramite il Sir per la liberazione dei due vescovi rapiti ieri in Siria - Mor Gregorious Yuhanna Ibrahim, arcivescovo della Chiesa siro-ortodossa di Aleppo, e Bolous Yazejy, della Chiesa greco-ortodossa di Aleppo - è padre Abramo Unal, parroco in Svizzera della comunità della Chiesa siro-ortodossa di Antiochia che nel Paese conta 6.500 siriani ortodossi, la maggior parte dei quali rifugiati di guerra.

Il Pontefice ha ricevuto nella mattinata di mercoledì 20 marzo prima Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli e subito dopo il metropolita Hilarion del patriarcato di Mosca. Il Patriarca ecumenico per la prima volta ha presenziato alla cerimonia di avvio del pontificato che si è svolta ieri. In precedenza, alle ore 11, Papa Francesco ha ricevuto la presidente del Brasile, Dilma Roussef. Secondo quanto riferisce la Sala stampa della Santa Sede, questo incontro è durato oltre mezz'ora.