Russo-Ortodossi

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«La civiltà umana è entrata in un periodo di cambiamento epocale. La nostra coscienza cristiana e la nostra responsabilità pastorale non ci autorizzano a restare inerti di fronte alle sfide che richiedono una risposta comune». Comincia con un appello all’unità la Dichiarazione comune che è stata firmata questa sera da Papa Francesco e dal Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia, al termine del loro incontro all’aeroporto de L’Avana.

La situazione che si sta sviluppando oggi in Medio Oriente, in Nord e Centro Africa e in alcune altre regioni del mondo, nelle quali gli estremisti stanno perpetrando un vero e proprio genocidio della popolazione cristiana, richiede misure urgenti e una più stretta cooperazione tra le Chiese cristiane. Nell’attuale situazione tragica, è necessario mettere da parte i disaccordi interni e unire gli sforzi per salvare il cristianesimo nelle regioni in cui si è sottoposto alla persecuzione». Con queste parole il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarca di Mosca, ha presentato questa mattina a Mosca ai giornalisti il viaggio del Patriarca Kirill a Cuba e il suo incontro con Papa Francesco.

«È la prima volta dopo secoli che il Papa incontra il Patriarca della Chiesa ortodossa russa e, quindi, è un evento che nel cammino dell’ecumenismo e del dialogo tra le confessioni cristiane ha una importanza straordinaria». Non sono parole di circostanza quelle  pronunciate dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, nel presentare ai giornalisti l’incontro tra Papa Francesco e il Patriarca di Mosca Kirill, il 12 febbraio a Cuba.