Emigrazione

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Secondo il Rapporto Svimez, nel 2019 il Sud entrerà in «recessione», con un Pil stimato in calo dello 0,2%, a fronte della crescita dello 0,3% del Centro-Nord. Il presidente del Consiglio indica gli interventi previsti nel Piano per il Sud: riequilibrio della spesa per gli investimenti, una task force per «definanziare programmi privi di progetti» e fondi per piccoli Comuni e aree interne

Su un totale di oltre 60 milioni di cittadini residenti in Italia a gennaio 2019, alla stessa data l'8,8% è residente all'estero. In termini assoluti, gli iscritti all'Anagrafe italiani residenti all'estero (Aire), aggiornati all'1 gennaio 2019, sono 5.288.281. È quanto si legge nella XIV edizione del «Rapporto Italiani nel Mondo» della Fondazione Migrantes, diffuso oggi e presentato a Roma.

Dossier Statistico Immigrazione di Idos. L'incidenza sulla popolazione complessiva, pari all'8,5%, risulta più bassa di quella di Germania (11,2%), Regno Unito (9,2%) e diversi altri paesi più piccoli dell'Unione. Calano gli arrivi ma non le morti in mare. In tutto 354 mila richiedenti asilo, lo 0,6% della popolazione.  Quasi 115.000 gli italiani espatriati nel 2017. In Toscana gli immigrati sono 408 mila, pari al 10% della popolazione.

«Oggi la mobilità in uscita dalla Penisola si lega a immagini positive, mentre i caratteri negativi li si associano a chi arriva sulle nostre coste. Eppure non si deve dimenticare che la migrazione porta con sé delle difficoltà e queste ultime, nel caso specifico degli italiani nel mondo, sono molteplici e di diversa natura». Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenendo stamattina, a Roma, alla presentazione del Rapporto «Italiani nel mondo» della Fondazione Migrantes.

Dal 2006 al 2017 la mobilità italiana è aumentata del 60,1% passando da poco più di 3 milioni a quasi 5 milioni. Al 1° gennaio di quest’anno, infatti, gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) sono 4.973.942, l’8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data.

Sono soprattutto i giovani «millennials» dai 18 ai 34 anni ad emigrare, freschi di studi e molto specializzati, delusi da una Italia che offre loro poche speranze lavorative. E' boom anche di anziani che trascorrono la terza età all'estero, con un aumento di pensioni pagate in Ucraina (+307%), Bulgaria (+223,6%), Romania (+152,8), Polonia (+152,8%). Emerge poi il nuovo fenomeno dei «nuovi» italiani in partenza, come i bangladesi, migranti due volte.

Lo studio della Fondazione Migrantes, giunto alla sua decima edizione, offre cifre molto significative: lo scorso anno sono partiti all’estero 101mila italiani; i cittadini italiani all'estero sono quasi 5 milioni, con una crescita del +49,3% in 10 anni. È il frutto della grande recessione e del mercato del lavoro interno che non decolla. In partenza soprattutto i giovani, i lavoratori e le famiglie. Non mancano persino gli anziani.