Expo 2015

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Il padiglione della Santa Sede a Expo «fornisce una miriade di spunti», mettendo in luce problemi di carattere sociale e ambientale di livello mondiale, «a partire dalla fame nel mondo», «fornendone una lettura che nasce dall’esperienza cristiana». Il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei ha visitato oggi il padiglione allestito dalla Chiesa cattolica all’esposizione universale, per poi partecipare all’incontro pubblico sul tema «Non di solo pane».

Gli interventi del Direttore di Caritas italiana, mons. Francesco Soddu, del direttore della Fondazione Migrantes, mons. Giancarlo Perego, del Segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino e del presidente di Caritas italiana il card. Francesco Montenegro, alla presentazione in Expo 2015 del «Rapporto immigrazione 2014» (leggi qui).

Presentato oggi a Milano il 24° rapporto Caritas-Migrantes. Emerge il protagonismo, come «attori di sviluppo», di quanti scelgono il nostro Paese per costruirsi un futuro. La denuncia: «La storia dell’immigrazione italiana è caratterizzata da una continua e costante interpretazione negativa ed emergenziale del fenomeno»

In uno studio che ha coinvolto 99 Caritas nazionali - presentato il 18 maggio nello stand Caritas all’Expo di Milano e realizzato da Caritas internationalis, Catholic Relief Services e Grey Matter Research & Consulting - sembra che la soluzione per ridurre la fame nel mondo sia molto semplice: aiutare i piccoli coltivatori, i più colpiti dai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale è infatti tra le prime tre cause di malnutrizione insieme alla mancanza di risorse - terra, semi, prestiti, accesso ai mercati - e alla bassa produttività agricola. Secondo un terzo degli intervistati (che facevano riferimento alla situazione nel proprio Paese) le persone non hanno accesso a cibo sufficiente; la metà dice che la sicurezza alimentare è garantita in parte, soltanto per un quinto lo è completamente. A soffrire di più per la bassa produttività agricola e i cambiamenti climatici sono i contadini dell’Africa sub-sahariana. In Asia i piccoli agricoltori non riescono ad accedere alle risorse finanziarie. In America Latina e nei Caraibi le difficoltà sono dovute alla speculazione sui prezzi alimentari e alla mancanza di infrastrutture. Il Medio Oriente e il Nord Africa scontano più di tutti la presenza di conflitti e la mancanza di acqua pulita.