Matrimonio

Ultimi contenuti per il percorso 'Matrimonio'

“Con una preparazione troppo superficiale, le coppie vanno incontro al rischio reale di celebrare un matrimonio nullo o con basi così deboli da ‘sfaldarsi’ in poco tempo e non saper resistere nemmeno alle prime inevitabili crisi”. A lanciare il grido d’allarme è il Papa, nella prefazione agli “Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale. Orientamenti pastorali per le Chiese particolari”, a cura del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. 

Anche quando si dichiara la nullità di un matrimonio, “l’ultima parola è la fede”. Lo ha spiegato il Papa, ricevendo in udienza i membri della Congregazione per la dottrina della fede, a cui ha chiesto “discernimento” anche sullo scioglimento del vincolo matrimoniale “in favorem fidei”.

Rosy Santarelli gestisce dal 2014 un servizio di ascolto e consulenza offerto dalla diocesi di Firenze a chi sta pensando a introdurre una causa presso il tribunale ecclesiastico. In questi anni ha ricevuto 500 persone: «Storie di sofferenza sulle quali bisogna piegarsi con grande misericordia e comprensione». Per molti è un’occasione di verificare la propria fede e riavvicinarsi alla Chiesa

“Questa storia può servire a chi può leggerla e per questo la vogliamo condividere”. Per questo Michael ed Elisabetta, da pochi giorni marito e moglie, hanno deciso di affidarla in esclusiva alle pagine di Toscana Oggi, sul numero in uscita in questi giorni, raccontandola nella loro casa a Firenze, un bell’appartamento della Fondazione Tommasino Bacciotti.

La diocesi di Livorno ha reso nota oggi una disposizione in cui si dà possibilità a chi magari da tempo convive o ha contratto solo un matrimonio civile, di poter celebrare il Sacramento del matrimonio nella semplicità della propria casa, insieme anche solo ai testimoni. 

Per fare in modo che un matrimonio risulti perfetto, è indispensabile una pianificazione accurata: nessun dettaglio può essere lasciato al caso, e il consiglio è quello di cominciare a pensare a tutti gli aspetti con un certo anticipo in modo da non ritrovarsi all’ultimo momento con mille telefonate da fare e l’ansia da prestazione. Non ci si deve abbattere se all’inizio si ha la sensazione che siano tantissimi i particolari da coordinare e gestire, perché poi con il passare del tempo tutto si semplifica.