Matrimonio

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Non ha tardato a portare frutto l’intuizione con cui Papa Francesco lo scorso 1° giugno ha istituito un Tavolo di lavoro coordinato da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, per la definizione delle principali questioni relative all’attuazione in Italia della riforma del processo matrimoniale, introdotta dal Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus. È quanto si legge in un comunicato dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei.

Il «Motu proprio» voluto da Francesco alla vigilia del Sinodo sulla famiglia, ha introdotto importanti novità. Se ne è parlato lunedì 30 maggio, a Firenze, nel «Dies annualis» del Tribunale Etrusco. L’intervento del Moderatore, il card. Giuseppe Betori e la relazione di padre Sabbarese. Le nuove norme prevedono anche una forma «brevior» da svolgersi davanti al vescovo nel caso di richiesta consensuale dei coniugi.

Verità non negoziabile da un lato, comprensione per la debolezza umana dall’altro. Sono i due aspetti importanti che Papa Francesco ha messo in risalto commentando nell’omelia della messa a Casa Santa Marta, il brano del Vangelo in cui Gesù parla con i farisei dell’adulterio e del matrimonio. Cristo, ha affermato il Papa, supera la visione umana che vorrebbe ridurre la visione di Dio ad una “equazione casistica”, e soprattutto non cade nelle trappole dei dottori della legge quando gli domandano se sia lecito ripudiare la propria moglie, ma guarda oltre, alla pienezza di un sacramento, voluto da Dio, perché l’uomo e la donna siano una carne sola.

Da un’Europa più attenta agli ultimi alle persecuzioni contro i cristiani; dalla vicinanza accogliente alle famiglie ferite alle sofferenze e alle incongruenze del nostro Paese affaticato: il Magistero diffuso di Papa Francesco è «continuo stimolo alla conversione della vita personale e pastorale». Così il card. Bagnasco, Presidente della CEI, ha aperto la seconda giornata di lavori della 69ª Assemblea Generale dei vescovi italiani, in corso a Roma dal 16 al 19 maggio. Ecco una sintesi dei tanti temi toccati nella prolusione (testo integrale).

La nuova legge regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze di fatto.  Nel primo caso l’unione viene definita come «specifica formazione sociale» per differenziarla lessicalmente dal matrimonio civile, anche se poi tutta la disciplina è sostanzialmente costruita in analogia con quest’ultimo.