Unioni civili

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Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, a grande maggioranza, ha approvato un documento in cui viene introdotta, alla luce della nuova legge Cirinnà, la benedizione liturgica per le coppie «civilmente unite» che ne facciano richiesta. Espresso anche l'auspicio che il Parlamento approvi rapidamente la legge sullo ius soli.

Aprendo oggi a Roma i lavori del Consiglio permanente della Cei, il card. Bagnasco ha affrontato i temi più caldi di questi mesi, dal terremoto alle sfide che ha l'Europa, dal caso di eutanasia su un minore in Belgio al referendum costituzionale, sul quale invita i cattolici ad informarsi personalmente (testo integrale prolusione).

«Il Papa ci ha molto confortati e incoraggiati: ci ha detto che la Chiesa italiana è una bella Chiesa». A rivelare il «dietro le quinte» dell’incontro di Francesco con la Chiesa italiana, in occasione della 69ª Assemblea generale che si è appena conclusa in Vaticano, è stato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei.

Ognuno può intuire che una legge sulle unioni civili fatta come la nostra si allontana dalla giusta strada. Non è un problema di esclusione o inclusione sociale, si tratta di dare a ciascuno il suo. Il rispetto delle diversità è insito nel principio di giustizia, e non si può ingannarlo fingendo di abolire per legge le diversità, là dove esse esprimono la loro inimitabile essenza.

Da un’Europa più attenta agli ultimi alle persecuzioni contro i cristiani; dalla vicinanza accogliente alle famiglie ferite alle sofferenze e alle incongruenze del nostro Paese affaticato: il Magistero diffuso di Papa Francesco è «continuo stimolo alla conversione della vita personale e pastorale». Così il card. Bagnasco, Presidente della CEI, ha aperto la seconda giornata di lavori della 69ª Assemblea Generale dei vescovi italiani, in corso a Roma dal 16 al 19 maggio. Ecco una sintesi dei tanti temi toccati nella prolusione (testo integrale).

Sull'intenzione avanzata dal portavoce del Comitato difendiamo i nostri figli di dar vita a comitati per il no al referendum costituzionale, come misura di ritorsione verso il premier Matteo Renzi, interviene oggi Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari: «sono due cose diverse». E rilancia sul «fattore famiglia».