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Audizione oggi in Commissione cultura della Camera. Il presidente nazionale della Fisc Francesco Zanotti: «Ne abbiamo portato un pacco e li abbiamo messi sui tavoli. Hanno potuto constatare che si tratta di giornali “veri”». Spiegate le ragioni di democrazia e pluralismo che giustificano il rispristino del Fondo per l'editoria.

«Ai parlamentari della Settima Commissione Cultura della Camera abbiamo presentato i giornali diocesani che prendono i contributi per l'editoria. Hanno potuto constatare che si tratta di giornali ‘veri'. C'è stato ascolto e, mi è parso, anche il desiderio di confrontarsi»: così Francesco Zanotti, presidente nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), sintetizza al Sir l'esito dell'audizione parlamentare di questa mattina.

La provocazione del presidente Francesco Zanotti: «Quasi non ci sono più lacrime per piangere e ci domandiamo se nei confronti della stampa locale in genere, qualcuno voglia la nostra morte¨. La proposta: «Per evitare di dover assistere a chiusure di testate, chiediamo che anche nei nostri confronti si porti il taglio dei contributi al 30%, così da lasciare un po' di respiro ai giornali diocesani».

Meno 22% le vendite in edicola negli ultimi cinque anni, meno 50% la pubblicità, 3000 posti di lavoro persi nelle redazioni delle testate maggiori, 1000 in quelle dei giornali più piccoli e dei territori: questa la situazione dell'informazione italiana descritta nell'incontro avvenuto oggi presso la Camera dei Deputati, promosso da Fisc (settimanali cattolici), File (liberi editori), Mediacoop (coop di giornalisti), Fnsi (sindacato giornalisti), Uspi (stampa periodica), Articolo21 e altre.

“Il tema dei contributi pubblici all’editoria coinvolge l’opinione pubblica che considera oggi questo sostegno da parte dello Stato all’informazione come un regalo, come un privilegio a una casta. Invece, la nostra è una battaglia di libertà, di pluralismo dell’informazione. Ci batteremo finché avremo un filo di voce, finché potremo respirare perché il nostro sistema ha bisogno delle voci del territorio, di voci libere che in Italia dicano la loro opinione e facciano sentire le loro idee ovunque nel Paese, su base nazionale e su base territoriale. Il pluralismo dell’informazione va sostenuto. In questo la Fisc si batte da tempo e continuerà a farlo”.

In Italia è in dirittura d'arrivo alla VII Commissione della Camera dei Deputati, nel disinteresse quasi generalizzato, una proposta di legge che prevede l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria. Sicuri che sia un bene per la vita democratica? Da tempo la Fisc si batte contro gli sprechi e invoca rigore nella distribuzione delle risorse pubbliche, ma...

Si conclude oggi il primo meeting «dei giornali cattolici cartacei e on line» sul tema «Pellegrini nel cyberspazio» organizzato nella diocesi di San Benedetto del Tronto - Ripatransone - Montalto, a Grottammare. La premiazione del concorso nazionale della Fisc