Fisc

Ultimi contenuti per il percorso 'Fisc'

Il 18 dicembre 1983 usciva, con due sole edizioni diocesane (Prato e Firenze) il primo numero di Toscana Oggi. Nato per decisione dei vescovi della Toscana con una formula originale (settimanale unico con più edizioni diocesane), da allora ne ha fatto di strada. Oggi non è più solo il giornale cartaceo, bensì una struttura complessa che opera in più settori.

Questa settimana al posto delle consuete lettere pubblichiamo un intervento concordato tra tutti i direttori dei settimanali cattolici italiani. Si tratta di un allarme per quello che una forza politica, il Movimento5Stelle, vorrebbe includere con un emendamento alla legge di bilancio, pur non essendo nel «contratto» di governo: la cancellazione di una legge importante, i cui effetti si sarebbero visti per la prima volta proprio nel 2019, quella che riformava con rigore ed equità il sostegno pubblico all'editoria, istituendo un Fondo per il pluralismo informativo.

Il 4 dicembre del 1968, per volere di San Paolo VI, nasceva il quotidiano dei ctatolici italiani «Avvenire». Dopo 50 anni quel progetto mantiene tutta la sua forza. Se «Avvenire» è lo strumento più attrezzato per radicare nei lettori la visione cristiana della vita aiutando i cattolici a dare una forma culturale alla fede, i settimanali diocesani hanno la missione specifica di abitare le periferie, essere voce dei territori e degli ultimi, costruire ponti di ascolto e dialogo.

È in discussione in Parlamento un emendamento alle Legge di bilancio, presentato dal deputato siciliano Adriano Varrica (M5S), che abolirebbe la legge 70/2017 sul Fondo per il pluralismo dell'informazione. I direttori dei settimanali cattolici aderenti alla Fisc, tra cui Toscana Oggi, pubblicano questa settimana un appello perché il Parlamento non determini, con una tale misura, la chiusura di tante testate locali che garantiscono la libertà informativa in questo Paese.

Fisc, File, Uspi e Alleanza delle Cooperative italiane comunicazione si dicono disponibili a migliorare ulteriormente la legge sull'editoria. Ma fanno quadrato per tutelare quel presidio di democrazia rappresentato da centinaia di testate sparse sul territorio nazionale. Voci senza le quali l'Italia si scoprirebbe più povera.

La Lega, per bocca d Alessandro Morelli, presidente della Commissione trasporti della Camera, prende le distanze  dall'annuncio del sottosegretario Vito Crimi che aveva dato per certo l'azzeramento del Fondo per il pluralismo che sostiene la libertà informativa in Italia: «I giornali appartengono al patrimonio culturale e all'identità della nazione. Nessuno pensi di cancellarli con un colpo di spugna».

Per don Adriano Bianchi, presidente della Fisc, «l'impatto sarebbe gravissimo. Le realtà editoriali più grandi e storicamente radicate, subirebbero un danno molto serio. Molte realtà non sopravviveranno». E sottolinea: «Il Fondo per il pluralismo garantisce che nel Paese ci siano voci diverse, anche quelle che esprimono i territori, le minoranze, le realtà più piccole. Fonti di informazione veramente legate ai cittadini, che raccontano quell'Italia che le persone vivono quotidianamente».