Gay

Ultimi contenuti per il percorso 'Gay'

Ognuno può intuire che una legge sulle unioni civili fatta come la nostra si allontana dalla giusta strada. Non è un problema di esclusione o inclusione sociale, si tratta di dare a ciascuno il suo. Il rispetto delle diversità è insito nel principio di giustizia, e non si può ingannarlo fingendo di abolire per legge le diversità, là dove esse esprimono la loro inimitabile essenza.

Sull'intenzione avanzata dal portavoce del Comitato difendiamo i nostri figli di dar vita a comitati per il no al referendum costituzionale, come misura di ritorsione verso il premier Matteo Renzi, interviene oggi Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari: «sono due cose diverse». E rilancia sul «fattore famiglia».

La nuova legge regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina le convivenze di fatto.  Nel primo caso l’unione viene definita come «specifica formazione sociale» per differenziarla lessicalmente dal matrimonio civile, anche se poi tutta la disciplina è sostanzialmente costruita in analogia con quest’ultimo.

Mentre la Camera vota la fiducia al ddl sulle unioni civili, da più parti nel mondo dell'associazionismo cattolico si levano voci di protesta sia per la scelta del governo di porre la fiducia che per l'impianto setsso della legge. Ecco le opinioni di Mcl, Ugci, Amci, Azione cattolica e Forum delle famiglie raccolte dall'Agenzia Sir.

«Ho 46 anni, sono sposato e ho una famiglia normale. E non sono un alieno. Il mio è un paese di 13mila e 500 persone e non siamo alieni». Così ha esordito stamattina Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, nella conferenza stampa alla Sala Stampa della Camera, a Roma, durante la quale è stata presentata la proposta di un emendamento al ddl Cirinnà, che prevede l’introduzione dell’obiezione di coscienza per quei sindaci e amministratori pubblici che non intendano «celebrare» le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Manifestazione ieri delle associazioni femministe e lesbiche a Parigi davanti all'ufficio del Consiglio d'Europa per dire no alla maternità surrogata. Marie Jauffret del Collettivo Corp spiega: «Stiamo assistendo all’imporsi di una mentalità di consumo del corpo della donna e di visione dei bambini come merce di scambio che è sempre stata denunciata dalle organizzazione femministe di sinistra e di estrema sinistra».