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«Ho 46 anni, sono sposato e ho una famiglia normale. E non sono un alieno. Il mio è un paese di 13mila e 500 persone e non siamo alieni». Così ha esordito stamattina Mario Agnelli, sindaco di Castiglion Fiorentino, nella conferenza stampa alla Sala Stampa della Camera, a Roma, durante la quale è stata presentata la proposta di un emendamento al ddl Cirinnà, che prevede l’introduzione dell’obiezione di coscienza per quei sindaci e amministratori pubblici che non intendano «celebrare» le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Manifestazione ieri delle associazioni femministe e lesbiche a Parigi davanti all'ufficio del Consiglio d'Europa per dire no alla maternità surrogata. Marie Jauffret del Collettivo Corp spiega: «Stiamo assistendo all’imporsi di una mentalità di consumo del corpo della donna e di visione dei bambini come merce di scambio che è sempre stata denunciata dalle organizzazione femministe di sinistra e di estrema sinistra».

Nel mezzo del dibattito ancora molto acceso sul disegno di legge sulle unioni civili, approvato al Senato e in attesa di passare alla Camera, è arrivata la notizia del «figlio di Vendola». Così almeno l’hanno presentata molti giornali. In realtà, quella creatura venuta alla luce in California, a cui diamo un incondizionato benvenuto augurandogli ogni bene, è figlia di almeno tre persone, ma non certo del leader di Sinistra ecologia e libertà.

A seguito della mozione di fiducia presentata dal governo Renzi, è stato approvato con 173 voti a favore e 71 contrari il maxiemendamento che disciplina le unioni civili. Un solo articolo, composto da 69 commi, che sostituisce i 23 del Ddl Cirinnà e introduce un nuovo istituto specifico per le persone dello stesso sesso.

È firmato da Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano; Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie; Paola Ricci Sindoni, presidente dell’Associazione Scienza & Vita, e da Aldo Bove, presidente del Forum Sanità, il comunicato stampa congiunto con cui le quattro associazioni cattoliche giudicano «del tutto insoddisfacente» il testo del maxiemendamento sulle unioni civili omosessuali su cui il governo ha posto la fiducia.

L'accanita discussione di questi giorni sul disegno di legge Cirinnà, in Parlamento e fuori, ha lasciato aperti i problemi su cui si sono scontrati maggioranza e opposizione, ma ha soprattutto evidenziato la grande difficoltà che abbiamo, nel nostro Paese, a fare un dibattito degno di questo nome. Giustamente da parte di alcuni – di entrambe le parti – si è fatto notare che la posta in gioco  avrebbe meritato maggiore serietà di quella dimostrata dai protagonisti del confronto.