Gioco d'azzardo

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In Italia «un adulto su tre (18 milioni in tutto, ndr) ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’ultimo anno. Sono invece un milione e mezzo i giocatori problematici». Sono soltanto alcuni dei dati emersi dalla prima indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo realizzata dall’Istituto superiore di sanità (Iss) nell’ambito dell’accordo scientifico con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. 

La Giunta regionale vara il nuovo piano della Toscana per il contrasto al gioco d'azzardo patologico. La delibera è stata approvata lunedì scorso su proposta dell'assessore al Diritto alla Salute e al Welfare, Stefania Saccardi. Si tratta di un aggiornamento reso necessario da una sentenza del Tar che ha annullato tutti i piani adottati dalle Regioni su ricorso del Codacons.

Presentata l'indagine «Adolescenti e azzardo: cresceranno dipendenti?», condotta dalla Caritas di Roma su 1.600 giovani nelle scuole e nelle parrocchie della capitale. Dall'Ospedale pediatrico Bambino Gesù una guida per dare suggerimenti su come riconoscere e gestire il problema e indicare i percorsi terapeutici da seguire in caso di vera e propria dipendenza.

Oltre 3 milioni alle aziende sanitarie toscane per attivare azioni di prevenzione, cura e riabilitazione per le persone con disturbo da gioco d'azzardo. Fanno parte del finanziamento indistinto dei Livelli Essenziali di Assistenza assegnato alla Regione Toscana, che con una delibera approvata nel corso dell'ultima seduta di giunta li ripartisce tra le aziende sanitarie, in base alla popolazione residente.

«Il tema dell’usura quale piaga economico-sociale che uccide milioni di imprenditori e famiglie non è entrata nelle agende politiche dei candidati dei vari schieramenti politici». Lo denunciano la Consulta nazionale antiusura e il Cartello «Insieme contro l’azzardo», nella lettera indirizzata ai candidati al Parlamento. 

Sono già diverse decine i candidati alle prossime elezioni politiche che hanno sottoscritto l’appello lanciato ieri per regolamentare il gioco d'azzardo e limitare questo «flagello». Ma don Zappolini, coordinatore della campagna «Mettiamoci in gioco», non si fa illusioni: adesso i candidati  firmano, poi bisognerà vedere se mantengono le promesse.