Giubileo

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Una festa in famiglia, un momento di convivialità gioiosa, ma soprattutto l’incontro d’amore di un padre con i suoi figli più deboli, emarginati, spesso scartati dalla società. E’ stato questo il senso della visita a sorpresa che il Papa ha voluto compiere, nel Venerdì della Misericordia, recandosi presso la Comunità il “Chicco” di Ciampino, alle porte di Roma, dove sono ospitate, in due diverse case, la Vigna e l’Ulivo, persone con disabilità mentale, spesso grave, che necessitano assistenza continua. 

Misericordia è amore che si rende visibile anche nel consolare quanti soffrono nel corpo e nello spirito. E’ a loro che il Papa nella solennità dell’Ascensione, ha voluto dedicare la Veglia di preghiera “per asciugare le lacrime”. Nella basilica di San Pietro canti, letture bibliche e testimonianze si sono alternati davanti agli occhi colmi di pietà della Madonna di Siracusa e hanno toccato il cuore del Pontefice. Le lacrime più amare, ha detto, “sono quelle provocate dalla malvagità umana”. Eppure, ha aggiunto il Papa, in questo dolore non siamo mai soli. Gesù non ci abbandona nel momento della prova, Egli è pronto a consolarci, a piangere per noi.

Incontro con il Direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ieri a Firenze nel quadro delle iniziative per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Il portavoce vaticano, intervistato da quattro giornalisti, ha spiegato il senso del messaggio del Papa per la Giornata e ha raccontato il Bergoglio «comunicatore».

Al termine dell'udienza generale il Papa ha salutato i militari pesenti per il loro Giubileo: “Le forze dell’ordine – militari e polizia – hanno per missione di garantire un ambiente sicuro, affinché ogni cittadino possa vivere in pace e serenità. Nelle vostre famiglie, nei vari ambiti in cui operate, siate strumenti di riconciliazione, costruttori di ponti e seminatori di pace. Siete infatti chiamati non solo a prevenire, gestire, o porre fine ai conflitti, ma anche a contribuire alla costruzione di un ordine fondato sulla verità, sulla giustizia, sull’amore e sulla libertà, secondo la definizione di pace di San Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris. L’affermazione della pace non è impresa facile, soprattutto a causa della guerra, che inaridisce i cuori e accresce violenza e odio. 

Il peccato è un’espressione di rifiuto dell’amore del Signore, ma è una gabbia trasparente: perché lontani “da Dio non abbiamo più una meta, e da pellegrini diventiamo ‘erranti’”. Con questa riflessione, Papa Francesco ha salutato i fedeli giunti in piazza San Pietro per l’udienza giubilare. Alle migliaia di persone presenti, il Pontefice ha rimarcato l’importanza della riconciliazione, soprattutto in questo Giubileo della misericordia. Dio, infatti, “non si rassegna mai alla possibilità che una persona rimanga estranea al suo amore”.