Giubileo

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Comunicare la misericordia anche attraverso i mass media: è l’impegno che Papa Francesco affida ai giornalisti e agli operatori della comunicazione, in questo Anno Santo. A Firenze ne parlerà il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, in un dialogo con lo storico Franco Cardini e i giornalisti delle maggiori testate fiorentine.

Migliaia di post-it gialli, tanto piccoli da poter contenere solo una semplice frase o poche parole. Preghiere, confessioni, impegni, ricordi anche dolorosi affidati a questi rettangolini gialli, tutti rigorosamente anonimi, che per tre giorni hanno sfidato il vento forte e pungente che tentava di staccarli dai tableau bianchi dove erano affissi. Il racconto del pellegrinaggio giubilare dei 70mila ragazzi venuti a Roma da tutto il mondo si snoda anche attraverso il passaggio nelle sette Tende della misericordia. In ognuna di queste i ragazzi hanno cercato di conoscere le opere di misericordia e capire come concretizzarle nella propria vita. Ne viene fuori un quadro di adolescenti "molto più forti di quel che pensiamo"
Il racconto di don Calogero Manganello, vice responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, l’Ufficio della Cei, e Paolo Ferrari, coordinatore delle attività all’interno delle Tende

«Grazie per la vostra gioiosa e chiassosa testimonianza. Andate avanti con coraggio!». Così Papa Francesco – prima della recita del Regina Cæli – si è rivolto agli oltre 70mila ragazzi – e ai loro accompagnatori – che ieri mattina in piazza San Pietro hanno partecipato alla Messa in occasione del Giubileo dei ragazzi e delle ragazze (Roma, 23-25 aprile).

«L’amore è la carta d’identità del cristiano, è l’unico ‘documento’ valido per essere riconosciuti discepoli di Gesù. L’unico documento valido. Se questo documento scade e non si rinnova continuamente, non siamo più testimoni del Maestro». Lo ha ricordato Papa Francesco agli oltre 70mila ragazzi – e ai loro accompagnatori – che ieri mattina in piazza San Pietro hanno partecipato alla Messa in occasione del Giubileo dei ragazzi e delle ragazze (Roma, 23-25 aprile).

Mettiamoci alla scuola di Gesù per imparare ad amare, perché l’amore concreto, non quello delle telenovelas, “è la carta d’identità del cristiano”. Così Papa Francesco si è rivolto ai 70 mila adolescenti italiani, ma anche spagnoli, francesi e belgi e da altri paesi del mondo, protagonisti del Giubileo dei ragazzi, nell’omelia della messa celebrata in Piazza San Pietro.

Il Pontefice ha sottolineato che amare vuol dire donare qualcosa di se stessi, come Gesù che ci dona la sua amicizia fedele, e “continua a volerti bene e a starti vicino, a credere in te più di quanto tu creda in te stesso”