Giubileo

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Essere misericordiosi vuol dire anche essere capaci di perdono. E questo non è facile, eh? Può succedere che, a volte, in famiglia, a scuola, in parrocchia, in palestra o nei luoghi di divertimento qualcuno ci possa fare dei torti e ci sentiamo offesi; oppure in qualche momento di nervosismo possiamo essere noi ad offendere gli altri. Non rimaniamo con il rancore o il desiderio di vendetta! Non serve a nulla: è un tarlo che ci mangia l’anima e non ci permette di essere felici. Perdoniamo! Perdoniamo e dimentichiamo il torto ricevuto, così possiamo comprendere l’insegnamento di Gesù ed essere suoi discepoli e testimoni di misericordia. 

Questa mattina, poco primo di mezzogiorno, Papa Francesco è sceso in Piazza San Pietro, trasformata in un grande confessionale, dove 150 sacerdoti stavano amministrando il sacramento della riconciliazione ai giovanissimi protagonisti del Giubileo dei ragazzi e come loro, seduto all’aperto su una piccola sedia vicino al colonnato, con la stola viola sulle spalle, ha ascoltato le confessioni di sedici adolescenti, tra i 13 e i 16 anni. Il Papa è rimasto in Piazza a confessare per più di un ora, tra le 11.30 e le 12.45. Dopo la confessione, migliaia di ragazzi hanno attraversato la Porta Santa della Basilica di san Pietro.

“Sia data facoltà ad ogni Comunità claustrale di decidere in piena libertà di uscire dalla clausura, nel giorno che ciascuna Comunità sceglierà, per accedere a una delle tre Porte Sante aperte nell’Arcidiocesi, dandone semplicemente comunicazione al Delegato arcivescovile per la Vita consacrata”. Lo scrive il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, in una lettera inviata a tutti i monasteri di clausura presenti in diocesi.