Giubileo

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Il parroco di Coiano (diocesi di Volterra), don Maurizio Volpi, è uno dei preti che hanno ricevuto da Papa Francesco il mandato di «Missionari della Misericordia». «La Riconciliazione, tra tutti i sacramenti è quello più difficile da vivere, soprattutto per via di una certa predicazione che ha sottolineato più il castigo che il perdono».

«Guardando solo al nostro io, diventiamo ciechi, spenti e ripiegati su noi stessi, privi di gioia e di vera libertà». È l’ammonimento lanciato dal Papa, nell’omelia della Liturgia penitenziale presieduta questo pomeriggio nella basilica di San Pietro, che ha dato il via in contemporanea con le diocesi di tutto il mondo, all’iniziativa «24 ore per il Signore», giunta al terzo anno consecutivo.

“La possibilità del perdono è davvero aperta a tutti, anzi è spalancata, come la più grande delle ‘porte sante’, perché coincide con il cuore stesso del Padre, che ama e attende tutti i suoi figli”. Con queste parole, Papa Francesco ha accolto i partecipanti al corso promosso dalla Penitenzieria Apostolica. Ribadendo l’importanza di “un’adeguata e aggiornata preparazione” per amministrare bene il Sacramento della Riconciliazione, il Pontefice ha rimarcato che un confessore – egli stesso peccatore – dovrebbe essere “uno strumento della misericordia di Dio”, “un canale di gioia”, in modo che “il fedele, dopo aver ricevuto il perdono, non si senta più oppresso dalle colpe, ma possa gustare l’opera di Dio".

«Quando, come confessori, ci rechiamo al confessionale per accogliere i fratelli e le sorelle, dobbiamo sempre ricordarci che siamo strumenti della misericordia di Dio per loro; dunque stiamo attenti a non porre ostacolo a questo dono di salvezza! Il confessore è, egli stesso, un peccatore, un uomo sempre bisognoso di perdono; egli per primo non può fare a meno della misericordia di Dio, che lo ha ‘scelto’ e lo ha ‘costituito’ (cfr Gv 15,16) per questo grande compito». Così Papa Francesco si è rivolto questa mattina ai partecipanti al corso promosso dalla Penitenzieria Apostolica a Roma per aiutare i nuovi sacerdoti ad amministrare bene il Sacramento della Riconciliazione.

Informazioni utili per vivere al meglio il Giubileo straordinario della misericordia: che cosa è e come si ottiene l’indulgenza plenaria? Cosa devono fare i malati, gli anziani o coloro che non possono uscire da casa? Cosa i carcerati? È possibile ottenere l’indulgenza plenaria attraverso le opere di misericordia e per i defunti? Quali peccati possono assolvere i sacerdoti durante l'Anno Santo? Chi sono i missionari della misericordia? Dove si trova il Centro accoglienza dei pellegrini? Ci sono percorsi per le persone disabili?

Papa Francesco ha incontrato i carabinieri della Compagnia San Pietro e li ha ringraziati per l’opera di vigilanza e supporto svolta durante le cerimonie dell’Anno Santo, invitandoli ad avere pazienza e disponibilità verso tutti, specialmente i più deboli.
Voi rendete alla comunità un servizio impegnativo e indispensabile, spendendo le vostre energie per tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico e potete essere promotori di solidarietà, specialmente verso i più deboli e indifesi. Si è rivolto così Papa Francesco questa mattina ai carabinieri, incontrando i militari della compagnia San Pietro che collaborano sempre con le istituzioni della Santa Sede e in modo particolare durante l’Anno Santo della Misericordia.

In questo Anno santo della Misericordia, dopo aver ripresentato le 7 opere di misericordia corporale, parliamo questa volta delle 7 opere di misericordia spirituale, forse anche meno conosciute delle prime da tanti cristiani. Le sofferenze dello spirito, invece, sebbene meno appariscenti e talvolta addirittura nascoste, spesso sono più gravi e dolorose di quelle materiali e necessitano una cura lunga, paziente e impegnativa.