Giubileo

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«Sto concludendo la mia visita in Messico e non potevo partire senza venire a salutarvi, senza celebrare il Giubileo della Misericordia con voi». Sono le prime parole rivolte dal Papa ai carcerati del Centro di riabilitazione numero tre di Ciudad Juárez, con cui si è aperta l’ultima giornata del viaggio in Messico (discorso integrale).

«Quando io dissi che ero il vescovo di Roma, alla mia destra c’era il vice-vescovo, spaventato … E ho detto: ‘Ci vado con lui, che mi insegna a fare il vescovo di Roma, no?'». Ha cominciato così il Papa il suo breve incontro con il clero romano, nella basilica di San Giovanni in Laterano, che a causa dell’imminente viaggio in Messico ha sostituito il tradizionale incontro «domande e risposte» che avviene nel primo giovedì di Quaresima.

La Chiesa fiorentina vive il Giubileo straordinario della Misericordia mentre risuona ancora forte l’eco delle parole che Papa Francesco ha pronunciato  a Firenze lo scorso 10 novembre, nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore e poi durante la Messa allo Stadio: «L’Umanesimo, di cui Firenze è stata testimone nei suoi momenti più creativi, ha avuto sempre il volto della carità». Il messaggio che Papa Francesco ci ha lasciato, in quella giornata bellissima e intensa, è l’invito a guardare il vero volto di Firenze: «Quanta bellezza in questa città è stata messa a servizio della carità!»