Giubileo

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«La preghiera del Rosario non ci allontana dalle preoccupazioni della vita; al contrario, ci chiede di incarnarci nella storia di tutti i giorni per saper cogliere i segni della presenza di Cristo in mezzo a noi». Lo ha detto il Papa, nella meditazione che ha concluso la Veglia di preghiera per il Giubileo mariano, sabato sera in piazza San Pietro.

La differenza la fa un “Magnificat” pieno di gratitudine o due passi che tornano indietro e ginocchia che si prostrano invece dell’indifferenza di chi, dopo aver implorato e ottenuto una grazia, se ne va senza un grazie, come se tutto gli fosse dovuto. Alla messa del Giubileo mariano, Papa Francesco ha fatto risuonare nelle coscienze delle migliaia di fedeli presenti la domanda di Gesù al lebbroso guarito, l’unico – per di più un samaritano e cioè uno “straniero – che decide di tornare indietro a lodare Dio per il dono ricevuto rispetto agli altri nove ugualmente sanati ma “ingrati”. 

Maria in 94 volti. Tanti quante le icone disposte in Piazza San Pietro venerate nei Santuari nel mondo. Tra le facce di questo diamante di devozione mariana 14 mila persone hanno celebrato con il Papa la veglia del Giubileo dedicato alla Madre di Gesù. Un “pellegrinaggio” scandito dai misteri del Rosario, che Francesco ha definito “la sintesi della storia della misericordia di Dio che si trasforma in storia di salvezza per quanti si lasciano plasmare dalla grazia”.

Domenica 25 settembre, per il Giubileo della famiglia, centinaia di persone hanno dato vita al pellegrinaggio da San Miniato alla Cattedrale, dove hanno attraversato la Porta della Misericordia. Al termine la Messa presieduta dal cardinale Betori con il «mandato» agli operatori pastorali. La croce e le fiaccole aprivano la strada, i fazzoletti blu attorno al collo dei pellegrini hanno contraddistinto la processione lungo le vie della città.
Sabato 8 ottobre invece inizia il percorso diocesano di formazione su «Amoris laetitia», il documento di Papa Francesco sulla famiglia: sette incontri al centro Spazio Reale di San Donnino, dalle 15 alle 18,30. Ad aprire il cammino sarà il cardinale Ennio Antonelli, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

«L’insensibilità di oggi scava abissi invalicabili per sempre. E noi siamo caduti, in questo momento, in questa malattia dell’indifferenza, dell’egoismo, della mondanità». A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, nell’omelia della Messa celebrata ieri in piazza San Pietro per il Giubileo dei catechisti.