Giubileo

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Sabato 10 settembre Papa Francesco, nel corso dell’udienza giubilare, commentando un brano della I Lettera di San Pietro Apostolo (1,18-21), ha osservato che la parola «redenzione» è poco usata, eppure è fondamentale perché indica la più radicale liberazione che Dio poteva compiere per noi, per tutta l’umanità e per l’intera creazione.

Martedì 20 settembre si è aperto a Prato presso la Chiesa di San Francesco la due giorni di incontri per la presentazione della lettera Pastorale del Vescovo Franco Agostinelli. Ospite d'eccezione della prima serata Padre Ermes Ronchi, religioso dei Servi di Maria, autore di numerosi libri dedicati alla figura della Madonna e noto volto televisivo di Rai1.

Le carezze, gli abbracci, le parole di speranza, la preghiera per ogni paziente. Così il Papa è tornato a vivere i suoi Venerdì della misericordia visitando prima il Pronto Soccorso e poi il reparto di Neonatologia dell’Ospedale San Giovanni di Roma, dove sono ricoverati circa 25 bambini con varie patologie. Cinque di loro, tra cui due gemelli, versano in gravi condizioni e si trovano in terapia intensiva: Francesco è entrato anche qui indossando camice e sovra-scarpe di plastica sottoponendosi a tutte le precauzioni igieniche per il rispetto degli ambienti asettici. Quindi si è soffermato davanti alle incubatrici benedicendo e pregando per ciascuno di questi piccoli pazienti...

La «Festa diocesana della famiglia» è ormai un appuntamento fisso della Diocesi di Firenze che, da15 anni, vede tante persone riunirsi per sentirsi un’unica famiglia. Ogni anno la commissione diocesana di pastorale familiare ha lavorato con i suoi responsabili per proporre una formula diversa che aiutasse a rendere la giornata un evento di chiesa in festa.

La vita non di rado ci “mette alla prova”, causando sofferenza e smarrimento. Ma è proprio in questi momenti che dobbiamo volgere “lo sguardo su Gesù crocifisso che soffre per noi e con noi, come prova certa che Dio non ci abbandona”. All’udienza giubilare, Papa Francesco si è soffermato sul tema della misericordia e della redenzione, una parola – quest’ultima – poco usata eppure fondamentale, “perché indica la più radicale liberazione” che il Signore “poteva compiere per tutta l’umanità e per l’intera creazione”.

«Quante illusioni vengono vendute sotto il pretesto della libertà e quante nuove schiavitù si creano nei nostri giorni in nome di una falsa libertà». Così ha riflettuto papa Francesco nella catechesi all’udienza giubilare odierna, parlando «della Misericordia di Dio che si attua nella redenzione, cioè nella salvezza che ci è stata donata con il sangue di suo figlio Gesù».

«Giovanni soffre, è nel doppio buio: quello della cella e quello del cuore. Non capisce questo stile, e vuole sapere se è proprio lui il Messia, oppure se si deve aspettare un altro». Con queste parole il Papa ha commentato il brano del Vangelo di Matteo, al centro dell’udienza di oggi, il cui intento – ha spiegato Francesco ai 25mila fedeli presenti in piazza San Pietro – è quello di «farci entrare più profondamente nel mistero di Gesù, per cogliere la sua bontà e la sua misericordia».

“La misericordia di Dio non è una bella idea, ma un’azione concreta: non c’è misericordia senza concretezza; la misericordia non è un fare il bene di passaggio. E’ coinvolgersi lì dove c’è il male, dove c’è la malattia, dove c’è la fame, dove ci sono tanti sfruttamenti umani”. Papa Francesco lo ha sottolineato con forza, incontrando in Piazza San Pietro quarantamila volontari e operatori di misericordia, protagonisti del Giubileo a loro dedicato. Ha parlato loro dopo aver ascoltato alcune intense testimonianze, come quelle di una missionaria della carità e di un bancario finito in carcere per un errore giudiziario, poi diventato volontario, che il Papa ha abbracciato con affetto.