Giubileo

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Celebrando il Giubileo degli operatori di misericordia il Papa ha invitato i tanti volontari presenti a non distogliere «lo sguardo e voltarsi dall'altra parte per non vedere le tante forme di povertà che chiedono misericordia. E questo voltarsi dall'altra parte per non vedere fame, malattie, persone sfruttate è un peccato moderno, di oggi».

Nell’anno del Giubileo straordinario della Misericordia, Papa Francesco invita i cattolici a compiere una nuova «opera di misericordia» verso il Creato cominciando a pentirsi del «male che stiamo facendo alla nostra casa comune» e «dopo un serio esame di coscienza» confessare «i nostri peccati contro il Creatore, contro il creato, contro i nostri fratelli e le nostre sorelle» (testo integrale del Messaggio).

«Lungi dall’essere un’idea, un desiderio, una teoria o un’ideologia, la misericordia è un modo concreto di ‘toccare’ la fragilità, di interagire con gli altri, di avvicinarsi l’un l’altro»:  così Papa Francesco in un lungo videomessaggio in lingua spagnola rivolto sabato scorso ai vescovi delle Chiese dell’America Latina e dei Caraibi (Celam) che insieme ai vescovi di Usa e Canada, a sacerdoti, religiosi e laici, stanno celebrando dal 27 al 30 agosto a Bogotá, in Colombia, il  Giubileo della Misericordia.

«Nel momento in cui tante famiglie soffrono per la perdita improvvisa dei propri cari, per la distruzione delle abitazioni e per la precarietà delle condizioni ambientali, ci sentiamo profondamente vicini per dare conforto e sostegno con la forza della fede e la consolazione nella Misericordia. Il Giubileo del mondo del volontariato vive questa giornata accanto a quanti hanno bisogno del sostegno e dell’aiuto più immediato». Lo si legge in una nota diffusa ieri pomeriggio. 

L’incontro, l’abbraccio e la condivisione delle terribili esperienze di 20 giovani donne liberate dalla schiavitù del racket della prostituzione. E’ stato questo il gesto del “Venerdì della Misericordia” di agosto di Papa Francesco, che nel tardo pomeriggio ha visitato, nella zona nord di Roma, la struttura della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi, accompagnato dall’arcivescovo Rino Fisichella.

Accolto dal responsabile generale della comunità Giovanni Paolo Ramonda, l’assistente spirituale Don Aldo Bonaiuto, due operatori di strada e la responsabile dell’appartamento, il Pontefice ha ascoltato a lungo le storie delle giovani, di età media di 30 anni, provenienti da Nigeria, Romania, Albania, Tunisia, Italia e Ucraina.

300 relatori provenienti da tutto il mondo, oltre 1000 i partecipanti previsti, 20 le sessioni di lavoro che toccheranno dai temi economici a quelli della comunicazione, dalla bioetica alla teologia, fino alla psicologia e alla finanza, una tavola rotonda che raggrupperà oltre 50 rettori giunti da tutti i cinque continenti, e infine l’udienza con Papa Francesco.