Giubileo

Ultimi contenuti per il percorso 'Giubileo'

Per i «venerdì del Giubileo» Papa Francesco ieri pomeriggio ha fatto una visita a sorpresa alla Comunità romana «Monte Tabor» che ospita otto sacerdoti di ogni età, provenienti da diocesi differenti e sofferenti di diverse forme di disagio. Il commento del diacono Luparia.

Voi siete gli artigiani della meraviglia e della festa, arricchite la società di tutto il mondo portando con voi la misericordia e l’amore di Dio nei vostri spostamenti. Così Papa Francesco ha salutato i partecipanti al Giubileo dello spettacolo viaggiante nell’aula Paolo VI dopo aver ammirato alcuni saggi della loro abilità. Lo spettacolo viaggiante e popolare è la forma più antica di intrattenimento ha detto il Papa rivolgendosi agli artisti di strada, giostrai e burattinai presenti, è alla portata di tutti ed è rivolto a piccoli e grandi, all’insegna della cultura dell’incontro e della socialità nel divertimento.

Con i dati aggiornati a oggi, il numero dei pellegrini giunti a Roma per le varie occasioni giubilari e con la visita alle quattro basiliche – oltre la Porta Santa del Santuario del Divino amore – è di 9.100.935. Già 20 mila iscritti al Giubileo dei malati che inizia domani. Ma domenica se ne attendono 50 mila.

Il cuore di un sacerdote, di un pastore secondo Gesù, è un cuore libero per lasciare le sue cose, non guarda più a se stesso ma è rivolto a Dio e ai fratelli, non è un ragioniere dello spirito, ma un buon samaritano in cerca di chi ha bisogno. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa per il Giubileo dei Sacerdoti celebrata in Piazza San Pietro, nella solennità del Sacro Cuore di Gesù. Il cuore del Buon pastore, ha spiegato il Pontefice, è la misericordia stessa, e ha solo due tesori: il Padre e noi. Così anche il cuore del pastore di Cristo conosce solo due direzioni: il Signore e la gente, l’incontro con la gente.

“La misericordia è feconda e inclusiva”, perché il suo oggetto è la vita umana nella sua totalità, che nessuno può dare a se stesso, e noi sacerdoti dobbiamo essere segno e strumento, fare opere e creare una cultura della misericordia. Così Papa Francesco si è rivolto ai presbiteri nell’ultima meditazione preparata per il loro giubileo, e tenuta nella Basilica di San Paolo fuori le mura, dal titolo “Il buon odore di Cristo e la luce della sua misericordia”.
Un odore che siamo noi quando serviamo i poveri e i malati, ha spiegato il Papa citando santa Rosa da Lima. Nella Chiesa abbiamo avuto e abbiamo molti peccati, ma abbiamo anche seguito lo Spirito nelle opere di misericordia.

La misericordia “non ci fa il photoshop”, ma ci dona un cuore nuovo, ri-creato, “non rattoppato”, che può essere recipiente, ricettacolo di misericordia, come i santi e Maria. Su questo tema Papa Francesco ha sviluppato la seconda meditazione per il Giubileo dei sacerdoti, tenuta nella basilica di Santa Maria Maggiore, dopo quella inaugurale a San Giovanni in Laterano.

Nessuno, ha spiegato, è migliore nell’esercizio della misericordia di colui che “mantiene viva l’esperienza di essere stato” egli stesso “oggetto di misericordia”.